30 maggio 2020

Vittorio Veneto

150 MILA EURO DI TOSAP: È GIALLO

I consiglieri del PD Costa e De Bastiani indagano sul credito che secondo il comune, come più volte affermato, non esisterebbe

| Claudia Borsoi | commenti | (2) |

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150 MILA EURO DI TOSAP: È GIALLO

VITTORIO VENETO - Parte dei 150 mila euro che l'impresa Camerin avrebbe dovuto versare quale tassa per l'occupazione del suolo pubblico di piazza Foro Boario (tosap) al comune di Vittorio Veneto, comune che nei mesi scorsi aveva fatto sapere che la concessione per quei lavori era stata data a titolo gratuito, sarebbero andati in prescrizione per decorrenza dei termini di legge. E' questa la scoperta fatta oggi dai due consiglieri del PD, Giuseppe Costa e Alessandro De Bastiani, che la scorsa estate avevano presentato in consiglio anche un'interpellanza.

Questa mattina Costa e De Bastiani si sono recati in Municipio per verificare alcune delibere, tra cui anche la 300 del 21 dicembre scorso.

«La delibera - fanno sapere - non era disponibile, pertanto giuridicamente non esiste. L'unico elemento comunicatoci verbalmente è che la delibera riguarda la Tosap dovuta dalla ditta Camerin. Abbiamo poi ricevuto - aggiungono - copia della lettera inviata dal comune alla Vittorio Veneto Servizi alla quale si dice che con delibera n. 300 si è provveduto all'annullamento del tributo. Come può aver ricevuto l'ordine di annullamento - si domandano Costa e De Bastiani - senza che esista l'atto esecutivo che lo delibera?».

I due consiglieri del PD si sono pertanto recati presso la sede della società del Comune per avere copia della comunicazione inviata dal comune. Ed è qui che, fanno sapere, è emerso un nuovo elemento: «Dalla relazione dei revisori dei conti della Vittorio Veneto Servizi - spiegano Costa e De Bastiani - risulta che una parte dell'importo è andato in prescrizione per decorrenza dei termini di legge».

«Questa notizia ci lascia esterrefatti - chiudono - in quanto è dal 2008 che il partito democratico sollecita l'amministrazione per il recupero di quella somma. Se ora a distanza di tre anni la tassa è annullata per decorrenza dei termini - chiosano - qualcuno dovrà risarcire il danno subito dalla cittadinanza».

 



Claudia Borsoi

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