21 aprile 2021

Nord-Est

"200 contagi a settimana e un decesso al giorno se non ci vacciniamo"

Maurizio Manno del CoVeSap lancia l'allarme: "Il rapporto rischio-beneficio è fortemente a favore delle vaccinazioni. Con gli attuali livelli di contagio la campagna deve andare avanti spedita".

| Roberto Grigoletto |

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| Roberto Grigoletto |

NORDEST - Con il suo 1,28 di Rt, da domani il Veneto sará annoverato tra le zone rosse. È lockdown, esattamente come un anno fa. Proprio quando il barometro pandemico sembrava deciso a segnare un miglioramento, l’irruzione della variante inglese, con il 70% dei contagi che le vengono addebitati, ha scompaginato di nuovo tutto. Per non dire delle varianti venete della cui pericolosità ha parlato il prof. Andrea Crisanti partecipando a una seguitissima conferenza sulla anomalia veneta promossa mercoledì scorso da CoVeSaP sulla piattaforma Zoom, dove è ancora visibile.

Intanto però è la campagna vaccinale che sta facendo discutere ma soprattutto preoccupare, in seguito ai decessi di tre persone vaccinate in Sicilia con uno stesso lotto del vaccino Astra Zeneca (ABV2856). Moltissimi insegnanti in Veneto e nella Marca hanno disdetto l’appuntamento con la vaccinazione.

Dott. Maurizio Manno, ci sono ragioni per essere preoccupati?

Allo stato dei fatti, sebbene non vi sia alcuna evidenza, se non di tipo temporale, che metta in relazione i tre decessi con la vaccinazione, l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha sospeso la somministrazione del lotto sospetto, in attesa di accertamenti.

Ma sono morti a causa del vaccino, o no?

In uno dei tre casi il decesso, occorso il giorno seguente la vaccinazione, è attribuibile ad un arresto cardiaco, nel secondo caso ad un infarto, 48 ore dopo il vaccino, ma l’autopsia ha escluso ogni rapporto con la vaccinazione, e nel terzo caso è dovuto ad un’emorragia cerebrale a seguito di una trombosi, quasi due settimane dopo il vaccino. Sono stati segnalati anche altri due casi per i quali tuttavia ogni relazione tra morte e vaccino appare improbabile.

E quindi?

Le coincidenze sono sospette ma manca al momento ogni evidenza scientifica di un nesso causale.

Rinunciare alla vaccinazione è dunque sbagliato...

E’ auspicabile che le vaccinazioni riprendano quanto prima. La vaccinazione è l’unica arma veramente efficace contro il virus. Soprattutto agli attuali livelli del contagio. L’incidenza, ovvero il numero di nuovi casi in un dato periodo di tempo, si avvicina in Veneto (e in molte altre regioni lo supera) al fatidico numero di 250 casi ogni 100.000 abitanti. Per questo da lunedì molte regioni andranno in zona rossa.

Anche sospendere la campagna è rischioso a questo punto

La sua sospensione in assenza di dati certi su di un effettivo ruolo causale dei vaccini nei decessi osservati è comprensibile sul piano legale e mediatico, ma molto discutibile su quello della salute pubblica.

Che cosa potrebbe accadere?

Facciamo due conti. Consideriamo che l’efficacia del vaccino sia del 80%, ma teniamo presente anche che uno studio recente mostra un’efficacia per Astra Zeneca dopo una seconda vaccinazione a tre mesi pari al 81,3% e dopo la prima del 76% a 22 giorni dalla somministrazione.Consideriamo anche che la vaccinazione venga sospesa in, supponiamo, 100.000 soggetti per una settimana. Poiché sappiamo che la letalità del virus, ossia la percentuale di soggetti positivi che muore a causa del virus, in Italia è del 3,2%, una delle più alte in Europa, i conti sono presto fatti.

Quanti casi dobbiamo aspettarci?

200 nuovi casi a settimana (ovvero l’80% di 250) a causa delle mancate vaccinazioni e, tra questi, 6,4 decessi (ovvero il 3,2%) ogni 100.000 soggetti non vaccinati. In pratica quasi un decesso al giorno. E’ evidente che il rapporto rischio-beneficio è fortemente a favore delle vaccinazioni e i calcoli esposti sopra non ne giustificano in alcun modo la sospensione.

 


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Roberto Grigoletto

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