07 agosto 2020

Castelfranco

IL 2011 SECONDO DUSSIN

Il sindaco di Castelfranco ha buone prospettive per il suo secondo anno di mandato

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IL 2011 SECONDO DUSSIN

CASTELFRANCO - Manca poco al 2011: come si prospetta questo nuovo anno per il Comune di Castelfranco? Le prospettive lasciano ben sperare, dato che siamo riusciti a rientrare tra i comuni virtuosi dopo aver subito una serie di penalizzazioni nel 2010 per lo sforamento del patto di stabilità. Abbiamo venduto dei beni, senza comunque svendere, e siamo riusciti a rientrare nel patto.

Il Comune il prossimo anno sarà decurtato di 800mila euro di trasferimenti, ma nonostante questo saremo in grado di fare degli interventi. Avere dei fondi in meno da Roma comunque non significa che lo Stato si sia dimenticato del nostro Comune, visto che i soldi vengono spesi per la cassa integrazione erogata a tanti castellani.

Il 2011 sarà ricordato come l’anno di quali opere pubbliche? Nel 2011, oltre a completare il prolungamento di via Forche per dare sfogo al traffico in borgo Treviso, dovremmo riuscire a dare una svolta alla viabilità sulla Circonvallazione con la rotatoria all’incrocio con via San Pio X, la strada che porta a Riese. Abbiamo il progetto con l’approvazione di Veneto Strade, in più l’assessore regionale Chisso ci ha garantito tre milioni di euro per realizzare il progetto.

E lei, smessi i panni di sindaco e indossati quelli di un comune cittadino, cosa chiederebbe al suo sindaco? Gli chiederei di non comportarsi come il sindaco che mi ha preceduto. Mi riferisco all’aspetto che riguarda la gestione del territorio: hanno concesso talmente tanti metri cubi edificabili da ritrovarci ora con duemila appartamenti vuoti e mezzo milione di metri quadrati di area industriale che non si sa se saranno mai utilizzati.

Una sua aspettativa personale per il nuovo anno? Mi auguro riparta l’economia, dopo tanti anni abbiamo dei seri problemi occupazionali. Ci troviamo di fronte ad un cambiamento epocale perché la nuova economia non sarà quella di cinque anni fa basata sul manifatturiero e sul tessile, ormai di Cina e India..

Non siamo di fronte ad una crisi economica come quelle già viste, ma una crisi di struttura, quindi va inventata una nuova forma di gestione del sistema economico.

Matteo Ceron

 



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