20 ottobre 2020

Castelfranco

Affitto del Conservatorio, pagherà la Provincia

Almeno fino a fine anno, in attesa della risposta del Ministero

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Affitto del Conservatorio, pagherà la Provincia

CASTELFRANCO - Conservatorio di Castelfranco: la Provincia di Treviso pagherà ancora l'affitto della sede, almeno fino a fine anno, in attesa della risposta del Ministero in merito al rimborso richiesto per gli oneri pagati anche se non di competenza. Questo l'impegno del presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro.

“In merito alla questione del Conservatorio di Castelfranco si è fatta un po' di confusione e qualcuno è giunto a conclusioni un po' frettolose. Per fortuna però, al posto di frettolose uscite sui giornali, al Sant'Artemio da sempre cerchiamo di risolvere i problemi, di trovare le soluzioni. E così abbiamo fatto anche questa volta – esordisce Leonardo Muraro, presidente della Provincia di Treviso – partiamo allora da un presupposto: con la legge del 21 dicembre 1999, i Conservatori vengono considerati a tutti gli effetti edilizia universitaria, pertanto a carico dello Stato e non delle Province, che gestiscono l'edilizia delle scuole superiori. Nonostante questo, la Provincia di Treviso ha sempre sostenuto le spese di affitto della sede del Conservatorio. Nel maggio 2014 è uscita però una sentenza del Consiglio di Stato che esclude dalla competenza e dall'obbligo delle Province le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria, il funzionamento e il dimensionamento per i Conservatori Musicali, che sono invece a carico del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca.

 

Consci però della complessità del momento, la nostra volontà non è certo quella di mettere in difficoltà il Conservatorio del quale ci siamo presi cura sinora, così come non è nostra intenzione costringere un Comune come quello di Castelfranco a sostenere le spese della sede, dato che condividiamo le stesse difficoltà finanziare a causa dei tagli del Governo agli Enti Locali. Abbiamo allora inviato subito al Ministero dell'Istruzione una richiesta di “rimborso” delle spese sostenute dalla Provincia sino a oggi, a partire dalla data della sentenza del 2014. E la Provincia garantirà affitto e spese al Conservatorio almeno fino a fine anno, anche se non è di nostra competenza, confidando in una pronta risposta del Ministero.

Successivamente – chiude Muraro – la Provincia dovrà attenersi alla sentenza del Consiglio di Stato, altrimenti correrebbe il rischio di finire alla Corte dei Conti per spese non di propria competenza. Mi auguro che il Ministero risponda il prima possibile per chiarire questa situazione imbarazzante, per il bene degli enti locali coinvolti, della scuola, degli studenti e delle loro famiglie”.

 

Le parole del presidente giungono al termine di una mattinata di incontri allo Steffani. E alla risoluzione in tempo record del caso plaude il sindaco di Castelfranco, Stefano Marcon, per il quale il Conservatorio rappresenta una priorità. "Sono contento che in tempo reale si sia fatta chiarezza. Ringrazio la Provincia per la celerità con cui ha voluto risolvere la questione e tranquillizzare utenti, docenti e amministratori. L'auspicio è che il ministero faccia altrettanto" afferma il sindaco che prosegue "In ogni caso il Comune si sarebbe fatto carico economicamente della situazione. Attendiamo ora che il Ministero competente ci dia lumi: dovremo provvedere all'affitto e allo stabile? L'importante è chiarire la cosa".

 

Il sospiro di sollievo accomuna primo cittadino e direttore del Conservatorio. Quanto invece alla ricorrente questione di uno spostamento di sede da Castelfranco a Treviso, il direttore Paolo Troncon è perentorio. "Il Conservatorio non si muoverà di un centimetro. Castelfranco continuerà ad essere il presidio ministeriale della provincia per la formazione musicale. A livello ministeriale è impossibile l'ipotesi di un cambio di sede, che in questo caso coinciderebbe con la nascita di un nuovo conservatorio. Se anche paradossalmente Paperon de' Paperoni mettesse milioni di euro per un Conservatorio altrove, fare le valigie è impossibile, il Conservatorio non potrebbe muoversi da qui comunque".

 



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