04 agosto 2020

Treviso

Al Pronto Soccorso di Treviso area riservata ai codici bianchi

Presentata oggi al Ca' Foncello la prima area "sperimentale" in Veneto

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Al Pronto Soccorso di Treviso area riservata ai codici bianchi

TREVISO - Al Pronto Soccorso dell'ospedale di Treviso quasi una persona su due, il 46,7% dei 90.600 accessi del 2015, è un codice bianco, con una patologia non grave e non urgente, che non richiederebbe l'intervento dei sanitari ospedalieri, e che quasi sempre comporta inevitabilmente lunghe attese. La prima risposta sperimentale in Veneto a questo problema è l'"Area Dedicata" per assistere i codici bianchi, attivata al Cà Foncello di Treviso con un investimento di 340 mila euro e presentata oggi alla presenza del presidente della Regione Luca Zaia e del Direttore Generale dell'Ulss 9 di Treviso Francesco Benazzi.

 

In uno spazio del grande Pronto Soccorso sono stati ricavati due ambulatori dove operano 18 medici di continuità assistenziale, in attività dalle 13 alle 19 dal lunedì al venerdì e h24 il sabato e in tutti i giorni festivi, una sala d'aspetto con 50 posti, una postazione specifica di triage. L'operazione è stata completata con l'assunzione di cinque nuovi medici di pronto soccorso. Un nuovo tipo di organizzazione, assistita anche da un nuovo sistema informatico, attivo per tutta l'attività di urgenza-emergenza, costato 200 mila euro, con la quale si conta di abbattere in maniera consistente le attese dei pazienti non gravi e agevolare il lavoro dei sanitari sui casi effettivamente urgenti.

 

"Affrontiamo così - ha detto Zaia esprimendo parole di stima e ringraziamento per il difficile lavoro quotidiano di sanitari e addetti - uno dei lati deboli della risposta di salute, che non è la qualità delle cure, elevata e sulla quale non ho mai ricevuto una lamentela che sia una, ma proprio l'aspetto delle attese. Sappiamo bene - ha aggiunto - che poco meno di metà dei 2 milioni di persone che ogni sono assistite nei nostri Pronto Soccorso non dovrebbero essere lì, ma trovare assistenza sul territorio, e per questo abbiamo già attivato 120 medicine di gruppo con l'obiettivo di arrivare a 300. Siamo però anche consapevoli che chiunque si rivolge a un pronto soccorso è in condizioni psicologiche di incertezza sulla sua salute e molte volte di paura. E' il lato umano della questione, e merita comunque tutta la nostra attenzione".

"La sperimentazione avviata a Treviso - ha concluso Zaia - è una nuova risposta e uno strumento in più per arrivare alla soglia ideale di massimo 4 ore d'attesa per le patologie meno gravi. Se, come sono certo, la novità avrà esiti positivi a Treviso, sarà poi esportata velocemente in tutti i Pronto Soccorso di tutto il Veneto".

 

Il paziente che ora si presenta al triage, quando riceve un codice bianco, viene indirizzato direttamente allo specifico ambulatorio e qui visitato da un medico dedicato. Segue quindi un percorso proprio, che muta solo in presenza di sospetti clinici che richiedano approfondimenti specialistici o esami strumentali. Il Pronto Soccorso di Treviso, uno dei più grandi del Veneto, nel 2015 ha trattato 2.158 codici rossi; 17.835 codici gialli; 28.788 codici verdi (anche questi non gravi e non urgenti); e 42. 835 codici bianchi, per un totale di 91.623 accessi.

 


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