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02 dicembre 2021

Castelfranco

All'Istituto agrario Sartor in mostra le opere artistiche di Cracking Art

Arte contemporanea e mondo dell’istruzione agraria s'incontrano, con la collocazione negli spazi della scuola di alcune sculture in plastica rigenerata, esposte fino al 15 gennaio 2022.

| Leonardo Sernagiotto |

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| Leonardo Sernagiotto |

Le chiocciole giganti rosa, simbolo del movimento Cracking Art

CASTELFRANCO - L’arte contemporanea incontra il mondo dell’agricoltura. Il progetto “Cultūra Animi”, finanziato dal Ministero dell’Istruzione, è realizzato dall’Istituto Agrario Sartor in collaborazione con il movimento artistico Cracking Art. Questo gruppo di artisti è celebre a livello internazionale per le riproduzioni di animali in plastica rigenerata che entreranno negli spazi interni ed esterni della scuola e dell’azienda di Castelfranco dal 15 ottobre fino al 15 gennaio 2022.

Scopo dell’iniziativa è portare l’arte contemporanea a contatto con il mondo dell’istruzione agraria, universi apparentemente distanti tra di loro ma che hanno un comune denominatore proprio nei giovani. Le due realtà verranno combinate mediante l’installazione sui tetti e negli spazi di alcune opere colorate di grandi e medie dimensioni che hanno un significato di rigenerazione e rinnovamento, concetti che si trovano in linea con le attività scolastiche e la visione di sensibilizzazione riguardo alle tematiche ambientali dell’Istituto.

L’itinerario di visita dell’Istituto “Sartor” pensato da Cracking Art si sviluppa in tre specifiche tappe, la prima delle quali è “Rigeneramento”, con l’installazione temporanea di colorate chiocciole, animali per eccellenza connesso alla terra. L’insegnamento antico delle tecniche agrarie necessita di continue revisioni e adeguamenti che vadano di pari passo alle innovazioni tecnologiche e ai mutamenti climatici.

Fior di rana” consiste invece nell’installazione di una pioggia di rane in una delle serre destinate alla coltivazione di fiore, a rappresentare l’ambiguità tra l’elemento prezioso dell’acqua in cui l’anfibio vive e la visione caotica dei mutamenti inaspettati con cui dobbiamo sempre più spesso avere a che fare. “In pianta stabile” è invece un’installazione (permanente), di chiocciole che si arrampicano sulle pareti di uno speciale vaso appositamente realizzato contenente un albero da frutta. Un’opera che metterà radici e rappresenterà il primo seme per la creazione di un museo dalla formula inedita, che unisce in maniera indissolubile i due significati di cultura.

L’attività progettuale per l’Istituto Sartor è seguita dalla dirigente Antonella Alban e dai professori Davide Tocchetto e Larissa Iavazzo.

 


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Leonardo Sernagiotto

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