28 gennaio 2020

Castelfranco

Asolo candidata a patrimonio Unesco, scatta la polemica a Castelfranco: "La nostra è la capitale delle occasioni perdute"

Dito punto su chi amministra per l’occasione persa

Ingrid Feltrin Jefwa | commenti |

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La consigliera Grazia Azzolin e Mauro Migliorini, sindaco di Asolo

FOTO La consigliera Grazia Azzolin e Mauro Migliorini, sindaco di Asolo

CASTELFRANCO – Consiglieri comunali e intellettuali castellani furenti perché Asolo si candida come Patrimonio Unesco, mentre a Castelfranco tutto langue. La consigliera comunale Azzolin punta il dito sull’immobilità della maggioranza; l’ex assessore alla cultura Saran sottolinea che si poteva fare in tandem, Castelfranco e Asolo e definisce la città “Capitale delle occasioni perdute”.

All’annuncio ufficiale della candidatura asolana la consigliere comunale indipendente Grazia Azzolin c’era e commenta: “Il centro storico di Asolo è splendido ma altrettanto meraviglioso è il centro storico di Castelfranco, abbandonato ad uno stato di degrado mai visto. Con grande rammarico ho assistito alla totale assenza di una progettualità per lo sviluppo del nostro centro storico che in modo quasi naturale dovrebbe gemellarsi con il centro storico di Asolo, per stimolare la valorizzazione del territorio in chiave sinergica. L’avvio del percorso per la candidatura del centro storico di Asolo a Patrimonio dell’Umanità Unesco mette ancor più in evidenza l’immobilismo dell’amministrazione di Castelfranco”.

“Dopo che l’attuale maggioranza ha copiato la mozione da me presentata per la candidatura di Castelfranco a Capitale italiana della Cultura, nessun tavolo di lavoro è stato attivato per coinvolgere i vari attori interessati, affossando il progetto sul nascere... a testimonianza che non basta copiare le idee, se non c’è passione e amore per la propria Città le idee poi restano nel cassetto”. Ma Azzolin non è sola in questa amara analisi della situazione, poiché anche l’ex assessore alla cultura Giancarlo Saran si rammarica per le opportunità perse.

Asolo ha molti numeri. È la Città dei cento orizzonti, cantata da Giosuè Carducci. È stata buen retiro di nomi che hanno fatto la storia, da Eleonora Duse a Freya Stark, passando per Robert Browning e Francesco Malipiero. Grazie all’impegno di una pattuglia di entusiasti (in primis Emanuela Cananzi), con il Festival del Viaggiatore, sta risorgendo a nuova vita, nonostante il centro storico, oramai, sia in pericolosa fase di desertificazione residenziale – spiega Saran -. Eppure, quando nel 2012 proponemmo Terre di Giorgione (secondo distretto turistico culturale a livello nazionale, ne sono seguiti poi varie decine…), Asolo era partner ben felice di entrare in partnership. In fondo conveniva a lei, dama di collina, affiancarsi all’antica Città Murata”.

L’analisi di Saran prosegue mettendo l’accento sul fatto che i numeri per chiedere che Castelfranco diventasse patrimonio Unesco, c’erano tutti: “Loro avranno la Duse, ma noi siamo conosciuti nel modo grazie a Giorgione, ambasciatore e brand del territorio. Francesco Maria Preti ha lasciato qui la sua impronta, tra Duomo e Teatro. Teatro che lascia a bocca aperta chiunque vi entri. Il loro è stato smontato e adesso vive una seconda giovinezza a Saratoga, negli USA... Ah, c’è una piccola differenza. Noi siamo circondati dalle fosse, una sorta di cintura di sicurezza, per crogiolarsi nel “quanto semo bei noialtri”, senza accorgersi che il mondo, quello fuori dalla porta di casa, va avanti, lo stesso e senza di noi. Delle Terre di Giorgione ne faranno tesoro altri. Chapeau”.

 



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