05 dicembre 2020

Montebelluna

AVI festeggia il ritorno in Italia di Giorgia Zanin

Questa sera l’associazione di volontariato celebrerà il ritorno della giovane trevigiana, che negli ultimi sei anni ha cooperato in Kenya

| Marco Tartini |

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| Marco Tartini |

AVI festeggia il ritorno in Italia di Giorgia Zanin

MONTEBELLUNA – È tutto pronto in casa AVI per festeggiare, venerdì 11 settembre, presso gli ampi spazi del Golf Club Montebelluna (che garantiscono il rispetto delle norme sul distanziamento) il ritorno in Italia della giovane cooperante Giorgia Zanin, tornata dopo ben 6 anni trascorsi al timone del progetto Kikora.
Era infatti il 2014 quando Giorgia, nativa di Santa Lucia di Piave e con in tasca una laurea triennale in matematica e la magistrale in cooperazione internazionale, si trasferiva con l'appoggio di AVI Onlus Montebelluna e Karibu onlus di Scorzè, a Maralal, capoluogo dell'omonima contea nell'arido nord del Kenya.

 

Lì ha avvitato un progetto innovativo a favore dei tanti bambini di strada presenti in quella cittadina, un progetto che l'ha vista impegnata sia sul fronte del recupero e della riabilitazione dei ragazzi che vivono in strada, che su quello del coinvolgimento e della responsabilizzazione delle famiglie e della comunità locale.
Un lavoro non facile quello con la comunità di Maralal, per una ragazzina bianca che ha cercato di cambiare abitudini e atteggiamenti di due etnie seminomadi, fortemente maschiliste e divise da un'acerrima rivalità come i Samburu e i Turkana, pastori poligami per i quali la moglie vale meno di un capo di bestiame.


Giorgia, però, non si è persa d'animo e pian piano Kikora è diventato un punto di riferimento anche per le Autorità Locali, che sempre più spesso si sono rivolte alla giovane trevigiana per affidarle minori in stato di abbandono. In questi anni moltissimi sono stati i ragazzi montebellunesi e delle provincie di Treviso e Venezia che hanno passato a Maralal qualche settimana o qualche mese, mettendo a disposizione le proprie competenze in attività di animazione e doposcuola o anche soltanto per trasmettere vicinanza e calore umano a bambini cresciuti con un più che giustificato terrore degli adulti. Tra i volontari che hanno operato a Maralal si evidenzia una laureanda dell’Università di Ca’ Foscari, che in due mesi di lavoro sul campo ha raccolto materiale per la sua tesi.


Ogni anno il centro Kikora ha seguito 60/70 ragazzini disagiati, in parte accolti in struttura e in parte frequentanti solo attività diurne, ne ha favorito il reingresso a scuola e ha restituito loro il calore di una famiglia. Il risultato migliore ottenuto dalla tenacissima Giorgia, che nel frattempo ha trovato il tempo di metter su famiglia e cimentarsi nel mestiere di mamma, è probabilmente quello di rientrare in Italia potendo affidare la gestione del centro ad un valido team di collaboratori locali, pazientemente selezionati e pienamente in grado di proseguire le attività.


L'unica grande preoccupazione per il progetto Kikora è di natura economica: le spese per personale, affitto dei locali e vitto per gli utenti si aggirano sui 40.000 euro l'anno. Nel biennio 2017/2019 AVI e Karibu onlus hanno trovato un validissimo aiuto nella Fondazione Zanetti di Treviso, ma i bandi successivi non hanno dato risultati. Inoltre, l'emergenza Covid ha fortemente penalizzato pure le ordinarie attività di raccolta fondi. L'incontro al Golf Club con amici e benefattori servirà quindi anche a definire nuove strategie per dare continuità e risorse a questo straordinario progetto.

 


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Marco Tartini

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