09 aprile 2020

Nord-Est

"Bambini nati in Italia siano cittadini italiani. Da subito"

Patriarca di Venezia non ha dubbi: "Promuvere l'integrazione"

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VENEZIA - I bambini nati in Italia da genitori immigrati siano, da subito, cittadini italiani. E' il messaggio che ha lanciato oggi dal Cavallino (Venezia), la Conferenza Episcopale Triveneta che ha riunito i vescovi di 15 diocesi in occasione del 99/o anniversario della giornata mondiale dei migranti. Per mons. Francesco Moraglia (in foto) , Patriarca di Venezia, si tratta di "una cittadinanza per promuovere l'integrazione e la partecipazione".

 

"E' una questione di convivenza civile - ha detto - per la quale dobbiamo tenere presenti le difficoltà attuative ma abbiamo comunque creare questa nuova cultura". Sul fronte politico, per il patriarca di Venezia "bisogna creare una giusta mentalità anche perché chi oggi può essere il primo ad avere delle resistenze, alla prova dei fatti, un domani potrebbe meglio apprezzare un processo del genere".

 

Specie in tempo di crisi, con la frammentazione delle famiglie di stranieri ed il rischio di un aumento della criminalità, "bisogna valorizzare la persona - ha sottolineato Moraglia - accompagnandola nel processo di integrazione". "Il riconoscimento di un diritto - ha rilevato - non deve essere una lacerazione, che avrebbe come prima vittima l'immigrato, ma un passo in avanti". Quindi per mons. Moraglia "no a leggi che siano lettera morta o occasione di frizioni ma solo il sostegno della persona all'integrazione ed alla partecipazione".

 

"Bisogna lavorare perché questo riconoscimento - ha proseguito mons. Moraglia - non venga percepito come aver tolto qualcosa a qualcuno ma aver integrato una realtà antropologica importante sul nostro territorio". Per il Patriarca di Venezia, in questo senso, bisogna ricordare come l'Italia sia stata una realtà di grande emigrazione "proprio questo - ha rilevato - dovrebbe farci molto riflettere per renderci disponibili a chi adesso arriva".

 

"I dati dicono che gli italiani all'estero - ha sottolineato - quasi controbilanciano gli stranieri sul nostro territorio nazionale e credo che proprio questi numeri ci obblighino a ragionare con pacatezza ed equilibrio senza farci sopraffare dai flussi imponenti di persone che arrivano nel nostro Paese".

 

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