17 aprile 2021

Vittorio Veneto

Bar aperto per protesta: fioccano le prime multe agli avventori

A Vittorio Veneto un bar ha continuato a tenere aperto nonostante le restrizioni imposte dalla pandemia

| Ingrid Feltrin Jefwa |

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| Ingrid Feltrin Jefwa |

bar aperto malgrado il covid

VITTORIO VENETO – Bar vittoriese tiene aperto per protesta contro le restrizioni conseguenti al Covid ma ora cominciano ad arrivare le multe agli avventori che ingenuamente si sono trattenuti nel locale. “Erano circa le 18.15 quando è arrivata la polizia municipale e – racconta Paolo (nome di fantasia, perché il nostro interlocutore chiede il riserbo) -, ci ha chiesto i documenti che hanno poi fotografato”.

In questi giorni l’esito di quel controllo si è manifestato con l’arrivo del verbale di una sanzione amministrativa di 400 euro, che si riduce a 280 euro se l’interessato paga entro 5 giorni dalla notifica. “Francamente ero a conoscenza delle norme sul Covid tant’è che visto l’orario ho anche chiesto ai titolari del bar se era normale che tenessero aperto ma mi hanno risposto che non mi dovevo preoccupare, che potevo restare tranquillamente perché non avrei avuto nessun problema”.



 

Il ragazzo, col senno di poi, ammette di aver peccato d’ingenuità a fidarsi delle rassicurazioni verbali avute da chi stava dietro al bancone e aggiunge: “Nel locale c’erano circa 15 persone e a chi come me si è posto il problema dell’orario è sato risposto che se ci fossero stati eventuali problemi potevamo rivolgerci direttamente a loro perché hanno un avvocato proprio, per queste eventualità”. Il giovane racconta poi che gli è stato dato un volantino.

“Io non chiudo”, titola il foglietto distribuito agli avventori, secondo il quale: “Il verbale non è sanzione, affinché lo diventi deve essere confermato dalla data di consegna entro 90 giorni, da parte del sindaco, ma non esistendo ordinanza non potrà essere confermato…”. La singolare tesi giuridica propagandata dal volantino sostiene, infatti, che: “… affinché una restrizione possa essere attivata ed opprimere i diritti dei cittadini debba essere emanato in primis lo stato di emergenza da parte del sindaco, cosa che non è stata fatta a livello comunale…”.


 

Ora, pur con tutti i cavilli possibili cui ci si possa appellare, pare singolare che tutti i locali sul territorio nazionale si sentano in dovere di rispettare una norma, per la quale i titolari del bar vittoriese viceversa avrebbero trovato un fondamento giuridico d’invalidità. Comunque sia il giovane avventore del locale che ci ha contattati ha pagato a caro prezzo un drink di troppo e un atto di eccessiva fiducia. Tant’è che commenta: “Di sicuro non andrò più in quel locale”.

Dal canto nostro abbiamo contattato il bar dove, inizialmente, ci è stata data ampia disponibilità a un colloquio (anche con la possibilità di scattare delle foto), salvo poi fare dietrofront in una seconda telefonata volta a concordare l’orario. Ci è stato esplicitamente chiesto di non fare il nome del locale e che pur confermando l’intenzione di restare aperti, non desiderano fare dichiarazioni. Richiesta che rispettiamo ma con l’impegno di tenere informati i lettori sull’evolversi della vicenda visto che il giovane che ci ha interpellati (uno dei tanti ad essere stato sanzionato) ora ha intenzione di chiedere conto al titolare del bar delle rassicurazioni eccessivamente ottimistiche.


 


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Ingrid Feltrin Jefwa
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