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09 dicembre 2022

Mogliano

Bolletta da 13mila a oltre 47mila euro, il caso della tipografia di Casale

Il contitolare Paolo Zaia: “Sono cifre sproporzionate e insostenibili”

| Isabella Loschi |

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| Isabella Loschi |

Paolo e Carla Zaia

Paolo e Carla Zaia de L'Artegrafica di Casale

CASALE SUL SILE - “In dodici mesi la bolletta dell’energia della nostra attività è passata da 13mila euro nel mese di agosto 2021 a oltre 47mila euro per lo stesso mese di quest’anno. Il 263% in più in un anno”. E’ l’ennesima azienda trevigiana colpita dai costi esorbitanti del caro energia. “Sono cifre sproporzionate e insostenibili”, commenta Paolo Zaia, contitolare con la sorella Carla di L’Artegrafica, tipografia di Casale Sul Sile che oggi conta 52 dipendente. "L’impatto del costo dell’energia sulla nostra attività sta diventando sempre più pesante. La nostra famiglia lavora in questo settore da quasi quarant’anni, negli ultimi cinque abbiamo investito più di metà del nostro fatturato in nuove tecnologie e abbiamo acquisito una nuova sede. Mi chiedo: perché lo Stato non interviene?”.


“Analizzando nel dettaglio le voci di spesa - spiega - emerge come principale responsabile di questa impennata, pari a tre volte e mezzo l’importo iniziale, il costo “puro” dell’energia che passa dai 6.090,05 euro dell’agosto 2021 ai 40.172,44 euro del mese scorso. Al netto del lieve incremento dell’energia utilizzata il prezzo dell’energia è più che sestuplicato”. 

“Siamo consapevoli che tanti colleghi e tanti imprenditori si trovano nella nostra stessa situazione. Fino a qualche mese fa, trovandoci di fronte alle prime bollette triplicate eravamo fiduciosi e speravamo di migliorare la nostra indipendenza energetica: ora siamo scoraggiati e chiediamo un cambio di passo”, continua Paolo Zaia, nel direttivo del mandamento trevigiano dell’associazione Casartigiani che raccoglie l’allarme dei suoi associati.

“La situazione è grave - evidenzia presidente di Casartigiani Veneto, Franco Storer - molti nostri associati si trovano di fronte a un bivio, il futuro della loro impresa è appeso a un filo: c’è chi pensa già concretamente a trasferirsi all’estero. I costi “fissi” delle attività d’impresa, in particolare nel manifatturiero, sono ormai insostenibili. Il nuovo governo dovrà assumere decisioni efficaci in tempi brevi per scongiurare la fuga verso territori più attrattivi”. 

 

 


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