06 marzo 2021

Treviso

BUONA DOMENICA Condoglianze mazzancolle e capesante

Il cordoglio del Governatore alla famiglia sbagliata è il classico "errore di sbaglio". Un reato invece quello della sindaca che rubava ai poveri per dare ai ricchi.

| Roberto Grigoletto |

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BUONA DOMENICA Condoglianze mazzancolle e capesante

TREVISO - L’intenzione è lodevole. Ma il buon animo del Governatore - che ai cittadini scrive non soltanto per le elezioni - è stato tradito dall’imperizia di qualche addetto, presumibilmente sommerso da una mole di telegrammi pari al numero dei decessi in Veneto per Covid. E ci è scappato l’errore di scambiare i congiunti di un defunto con la famiglia di un altro. E’ successo la settimana appena trascorsa, a Montebelluna: “Carissimi, vi sono vicino in questo momento di profondo dolore per la perdita dell’amato… Sentite condoglianze. Luca Zaia, Presidente Regione del Veneto”.

Parole che fanno piacere e scaldano il cuore, ancor di più probabilmente se giungono dal Governatore più amato dagli italiani, come un tempo si diceva delle cucine Scavolini reclamizzate da una giovanissima Lorella Cuccarini. Aprendo il telegramma, lì su due piedi, i familiari in piedi hanno rischiato di non rimanerci proprio. Poi la figlia ha risposto per le rime: “Mio papà è in rianimazione intubato dal 31.12.20 ma ad oggi è ancora vivo e speriamo lo rimanga per tanto tempo ancora. Mia mamma a momenti fa un infarto nel leggerlo… è una mostruosità in un momento tanto delicato e angosciante per le famiglie colpite da questo dramma”. Episodio increscioso da derubricare nell’ elenco degli incidenti spiacevoli. Una lista che riguardo al cordoglio anticipatorio è in verità piuttosto assortita.

Il sindaco di Ivrea, qualche tempo fa, cannò non il destinatario ma addirittura la ricorrenza: a una giovane coppia al settimo cielo per il primo giro della cicogna si era premurato di far recapitare il seguente affettuoso pensiero: “Benvenuta Gaia. Esprimo a nome dell'Amministrazione comunale e mio personale, il più profondo cordoglio e le più sentite condoglianze per il lutto che ha colpito lei e la sua famiglia". A Virginia Raggi, la sindaca di Roma, riuscì  un lavoro addirittura con i controfiocchi: alla dipartita di Settimio Piattelli, uno degli ultimi sopravvissuti della Shoah, esternò il dolore della Capitale sul profilo Twitter. Con tanto di foto. Di un altro. Nulla quaestio sulla scelta di Adriano Ossicini, ignaro donatore di volto (noto peraltro come psichiatra ed ex parlamentare) e certamente amico del “de cuius”. Il quale, malgrado il comprensibile spavento di scoprirsi un “ei fu”, in barba a tutti tenne botta per altri due anni.

Non è dato di sapere se alla famiglia di Montebelluna, dopo le condoglianze, la Regione abbia trasmesso anche gli auguri di pronta guarigione. Si può intuire però il disappunto di Zaia, che nel frattempo si era dovuto sorbire pure la performance canora alla radio dell’assessore Donazzan. Indigna più ancora quella Sindaca – arrestata sempre in settimana insieme al suo vice e a due dipendenti comunali - che a San Germano Vercellese distribuiva a modo suo i pacchi alimentari per l’emergenza Covid, tagliando fuori non auto-sufficienti, anziani e naturalmente stranieri. Una di questi, in grave stato di indigenza, azzardatasi a chiedere (per motivi religiosi) di non recapitarle il prosciutto, non ha ricevuto né quello né altro di niente. La sorellastra di Robin Hood però i contributi per l’emergenza sanitaria sapeva investirli eccome e proprio con... gusto. Ha scritto il “Corriere della sera”: “Tra gli acquisti fatti con i soldi pubblici destinati agli aiuti gli indagati - secondo gli inquirenti - facevano figurare anche mazzancolle e capesante che poi portavano a casa per consumarle in famiglia”. C’è ancora speranza per questo Paese? 


BUONA DOMENICA

 


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