03 agosto 2020

Valdobbiadene Pieve di Soligo

VIA BUSOLLI, RESIDENTI IN PRIMA LINEA

Presentate le osservazioni contro il nuovo asse di scorrimento

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VIA BUSOLLI, RESIDENTI IN PRIMA LINEA

Pieve di Soligo – Cento firme contro la strada. I residenti di via Busolli non ci stanno a vedersi i giardini di casa portati in trincea sul fronte del traffico di punta, il loro quartiere appartato traslato al centro della viabilità cittadina.

Sono un centinaio, praticamente tutti gli abitanti della via, a protestare contro la decisione del Comune di aprire la loro strada, attualmente a fondo chiuso, per deviare il traffico tra il centro di Pieve la frazione di Barbisano.

La trasformazione di via Busolli è stata prevista per liberare dagli ingorghi l’incrocio tra via Marconi e via Lubin, e trasformare quindi in senso unico via Lubin: la strada che costeggia la sede dell’Ulss7 e porta a Barbisano.

“Ma quegli ingorghi non ci sono più  -  argomentano i residenti - la  nuova tangenziale ha alleggerito di molto il traffico pesante in transito per il centro di Pieve e sicuramente il nuovo svincolo di Barbisano porterà ulteriori benefici”. E chi protesta chiede appunto questo: di aspettare e "subordinare qualsiasi scelta definitiva alla realizzazione della nuova bretella con la circonvallazione proniciale. Si potrebbero così raccogliere dati maggiormente significativi e verificare concretamente ogni utile elemento per individuare le soluzioni più logiche ed efficaci, nell'interesse generale".

Per questo i cittadini di via Busolli hanno presentato le loro osservazioni al nuovo PAT comunale: chiedono alla Giunta Sforza di rivedere le previsioni del Piano di assetto del territorio che vorrebbero creare un nuovo anello stradale tra via Marconi e via Lubin.

L'anello dovrebbe decongestionare il traffico ma, secondo i pievigini di via Busolli, così non sarà: "la strada è a cul de sac, con diversi accessi carrai e si immette in via Marconi proprio di fronte al parcheggio del cinema Careni. La stessa Regione ha fornito indicazioni precise perché via Busolli conservasse un unico sbocco sulla via principale".

"Quel punto è già abbastanza intasato - aggiungono i residenti - dai mezzi che devono entrare e uscire dai parcheggi del Careni, del contiguo asilo e della vicina farmacia. Poco più in là c'è l'incrocio di piazza Umberto I e vicino l'accesso pedonale alla scuola elementare Contà".

"Per tutti questi motivi siamo contrari alla realizzazione di un asse viario di scorrimento attraverso la lottizzazione Busolli”, concludono.

Un asse viario per cui sono già stati mossi i primi passi: la precedente amministrazione ha stipulato un accordo con due privati per la cessione del terreno sul quale andrebbe costruita la strada, in cambio di crediti edilizi. Quel terreno i privati interessati lo hanno appositamente comprato dalla parrocchia: sono 6mila metri quadri del brolo della canonica. In cambio della cessione di questi 6mila, i due acquirenti avranno la possibilità di edificare su altri 18mila metri quadri in via XXV aprile.

Già questo accordo ha suscitato diversi mal di pancia a Pieve: la delibera di Giunta che metteva il sigillo dell'ufficialità sulla compavendita è stata emessa il 5 giugno, il giorno prima delle elezioni. E con un po' di fretta, pare, perchè la proposta di accordo presentata dai privati era stata depositata in Comune quello stesso giorno. Non solo: anche la scelta di rinunciare al brolo per lasciare spazio a una strada invece che conservarlo o riservarlo alle attività del Grest e dei giovani della parrocchia non è piaciuta a tutti.

"Ma noi non siamo aprioristicamente contrari - chiariscono i firmatari delle osservazioni - ad ipotesi di soluzioni delle problematiche viarie, però riteniamo si possa individuare una soluzione condivisa e migliorativa". Oltre alle aspettative del Comune e della parrocchia, che aveva bisogno di vendere parte del brolo per incamerare nuove risorse economiche, ci sono anche le esigenze delle famiglie: "le nostre aspettative sono di non vedere gravemente pregiudicata la nostra qualità di vita".

Perché la qualità della vita di quel quartiere residenziale sarà completamente stravolta "dal passaggio di svariate tipologie di automezzi, a tutte le ore del giorno, con grave pregiudizio della sicurezza".

In alto: l'ingresso di via Busolli, a sinistra, l'incrocio tra via Lubin e via Marconi

 


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