25 gennaio 2020

Treviso

Campus su sicurezza stradale, via i caschi non a norma

Coinvolti studenti del “Giorgi-Fermi”. Nel 2014, su 53 morti in incidenti, 17 erano in moto o scooter

commenti |

commenti |

Campus su sicurezza stradale, via i caschi non a norma

TREVISO - Tecnologia, divertimento, formazione e informazione. Sono questi gli ingredienti base di Ania Campus 2016, l’iniziativa dedicata alla sicurezza stradale sulle due ruote realizzata dalla Fondazione Ania (Fondazione per al Sicurezza Stradale) in collaborazione con la Polizia di Stato e la Federazione Motociclistica Italiana, promossa dal Dipartimento delle Politiche Giovanili. Fa tappa a Treviso il tour partito l’11 marzo da Roma e che toccherà 16 città italiane in 14 regioni, coinvolgendo oltre 1.500 studenti delle scuole superiori. L’iniziativa dedicata principalmente ai giovanissimi, ha lo scopo di insegnare a rispettare le regole della strada e le tecniche di guida sicura sulle due ruote: protagonisti a Treviso, circa 100 studenti dell’Istituto Superiore “Giorgi – Fermi” si ritroveranno in via Castello d’Amore.

 

Anche a Treviso, come in ogni città coinvolta, è stato allestito un Campus, con un’area dedicata alla teoria e un vero e proprio circuito per le prove pratiche di guida sicura. I ragazzi delle scuole superiori, dopo aver svolto la parte teorica con l’aiuto di formatori di educazione stradale della Federazione Motociclistica Italiana, provano ad affrontare secondo le regole apprese il circuito predisposto, sotto la supervisione di istruttori e piloti professionisti. La teoria tratta anche i temi dell’abbigliamento e degli accessori con particolare attenzione al casco. Per ribadire l’importanza di utilizzare solo i caschi a norma, la Fondazione Ania ha lanciato un’iniziativa per “rottamare” i vecchi caschi non omologati ancora in circolazione: i ragazzi che durante la manifestazione si presentano con un casco non a norma, ricevono in cambio un nuovo casco che potranno personalizzare secondo la propria creatività.

 

Nella tappa trevigiana è presente anche la Polizia Stradale con il Pullman Azzurro della Polizia di Stato, l’aula multimediale itinerante a bordo della quale vengono effettuati da operatori specializzati, interventi diretti a sensibilizzare i giovani in relazione ai più importanti aspetti della sicurezza sulle due ruote.

La tecnologia ha un ruolo fondamentale in Ania Campus. Ogni mezzo utilizzato per le esercitazioni è equipaggiato con una telecamera che riprende le manovre eseguite dal conducente. I video saranno utilizzati a scopo didattico, mettendo in evidenza eventuali errori o manovre non corrette. Al termine della mattinata, anche a Treviso il Campus resterà operativo e sarà possibile per chiunque passerà nell’area predisposta svolgere attività formativa e prove di guida sicura sul circuito con l’assistenza di piloti e tecnici.

Lo scopo di Ania Campus è quello di ridurre la rischiosità dell’uso dei veicoli a due ruote, mezzi che rendono particolarmente vulnerabili gli utilizzatori, insegnando comportamenti e stili di guida tecnicamente corretti e prudenti soprattutto ai giovani. Nel solo 2014 in Italia hanno perso la vita 816 persone e oltre 55mila sono rimasti ferite, a seguito di un incidente stradale su un mezzo di questo tipo. Prendendo in considerazione la provincia di Treviso, delle 53 vittime di incidenti stradali registrati nel 2014, 17 erano alla guida di mezzi a due ruote a motore. Guardando al Veneto a livello complessivo, nel 2014 si sono registrati 325 morti per incidenti stradali, 86 dei quali viaggiavano su motocicli o ciclomotori.

 

Leggi altre notizie di Treviso
vedi tutti i blog

Grazie per averci inviato la tua notizia

×