15 ottobre 2021

Vittorio Veneto

Cappella Maggiore ricorda don Giovanni Brescacin

Il parroco ucciso dai fascisti delle brigate nere 76 anni fa

| Claudia Borsoi |

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don Giovanni Brescacin

CAPPELLA MAGGIORE – Nonostante la pandemia da Covid-19, la comunità di Cappella Maggiore non viene meno al ricordo di don Giovanni Brescacin, il parroco ucciso dai fascisti delle brigate nere 76 anni fa.



Il sindaco Vincenzo Traetta e il parroco di Cappella Maggiore saranno i soli a presenziare, domenica 14 febbraio alle 11.45, alla commemorazione davanti al monumento ai Caduti di piazza Vittorio Veneto. «È un segnale alle future generazioni per lasciare acceso il ricordo e non dimenticare» afferma il sindaco.



Don Brescacin, classe 1899 di Cordignano, 76 anni fa era il parroco di Cappella Maggiore. Non aveva mai avuto problemi con i fascisti, finché nell’ottobre del 1944 in paese si insediò un distaccamento delle brigate nere. Il comandante Romano scrisse più volte ai suoi superiori chiedendo che il sacerdote fosse destituito perché – a suo dire - non partecipava alle cerimonie del Fascio e criticava, durante le prediche domenicali, l’operato dei militi. Ma gli attriti, come poi appurato dall’allora vescovo Zaffonato, erano sorti per altri motivi: gli squadristi utilizzavano a piacere la canonica per tenervi feste e il veglione di Capodanno 1945 si era concluso con un’ubriacatura generale accompagnata da raffiche sparate in aria e lanci di bombe a mano. Ne seguì un rimprovero per il milite Romano. E questi decise di vendicarsi. La notte del 14 febbraio 1945 andò a chiamare il parroco dicendogli che un paesano stava male e aveva bisogno del suo conforto. Don Brescacin si affrettò a uscire ma, percorso un tratto di strada, il milite gli tirò una raffica di mitra nella schiena, uccidendolo.


 


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Claudia Borsoi

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