04 giugno 2020

Conegliano

La casa di riposo Divina Provvidenza è Covid free

La struttura è in isolamento dal 6 marzo, il virus non è entrato

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Covid free santa lucia

SANTA LUCIA DI PIAVE - Nella casa di soggiorno Divina Provvidenza di Santa Lucia di Piave il Coronavirus non è entrato. Nei giorni scorsi è terminato il giro di tamponi di controllo e si registra che tutti gli ospiti residenti (118 tra laici e religiosi) e tutto il personale (100 dipendenti) sono negativi al Covid19. Un obiettivo mantenuto «grazie alla collaborazione di tutti – ribadisce il direttore Marco Sossai – Agli ospiti autosufficienti che hanno dimostrato grande collaborazione; a quelli non autonomi che hanno dimostrato grande comprensione; ai famigliari che, seppure non a cuor leggero, con senso di responsabilità hanno rispettato le regole; e non dimentichiamo certo i dipendenti che hanno fatto e continuano a fare grandi sacrifici per tutelare la salute degli ospiti, con spiccata professionalità e dedizione, rispettando tutte le misure restrittive anche nella loro vita privata, nel quotidiano famigliare».

 

La struttura è in isolamento dal 6 marzo. Da questa data, famigliari, volontari, operai e fornitori non sono più entrati nella casa soggiorno. Da oltre due mesi, dunque, ospiti e famigliari hanno contatti soltanto via telefono o in videochiamata. Una situazione che pesa sia agli uni che agli altri. «Mi sono confrontato costantemente con i famigliari degli ospiti – spiega Sossai – i quali sentono la necessità si riabbracciare i propri cari. Un’esigenza legittima, ovviamente. Ma se da un parte c’è la voglia di riabbracciarsi, dall’altra c’è la consapevolezza che manteniamo l’isolamento per il bene degli ospiti». Nei giorni scorsi, quando la curva dei contagi è iniziata a scendere, a livello regionale si è cominciato a parlare anche della programmazione delle riaperture delle strutture di accoglienza e residenza sociosanitarie. Uneba, l’organizzazione di categoria del settore sociosanitario, assistenziale ed educativo, e Regione Veneto stanno dialogando sul tema. «Attendiamo e auspichiamo – conclude il direttore Sossai – che si arrivi presto a delineare un protocollo comune in tal senso».

 

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