04 giugno 2020

Mogliano

Casale, il Pd sul polo logistico: “Il sindaco abbia il coraggio delle proprie azioni e sia chiaro coi cittadini”

Il segretario provinciale Zorzi: “Spieghi le conseguenze del progetto anche ai sindaci del territorio”

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giovanni zorzi

CASALE SUL SILE - “Il sindaco Giuliato non può continuare a nascondersi alimentando inutili polemiche o lanciando infondate accuse nei confronti di altri. Abbia il coraggio di sostenere a viso aperto le proprie scelte e si assuma la responsabilità di spiegarne in modo chiaro e trasparente le conseguenze ai propri concittadini e ai sindaci dei comuni del territorio, che non mi sembrano così felici di questo progetto”.

Così Giovanni Zorzi, segretario provinciale del Partito Democratico a Treviso sul caso del polo logistico di Casale sul Sile.

 

“Le parole di Casale Futura sono un copione mal scritto che non descrive il progetto e che addossa al Pd colpe che non ha – continua Giovanni Zorzi -. Innanzitutto, mi risulta che il progetto Vega nacque quando il sindaco di Mogliano era Giovanni Azzolini della Lega. Per quanto riguarda le accuse alla ex giunta Battaglion, è bene ricordare a Giuliato che nella variante approvata dalla Regione nel 2006 non era prevista la logistica. Infine l'insediamento di Bartolini non ricade nella stessa area: l’amministrazione Battaglion l’ha ereditato dalla giunta di centrodestra che faceva capo al sindaco De Santi”.

 

“La crisi del Covid-19 ci impone di guardare al mondo in una maniera completamente diversa – chiude Matteo Favero, responsabile Ambiente per il Pd provinciale -. Siamo favorevoli allo sviluppo del lavoro e di nuovi insediamenti produttivi, a patto che siano sostenibili: non vogliamo pagare in termini ambientali, sociali ed economici i profitti di pochi. D’altronde bastava vedere il Dataroom di Milena Gabanelli lunedì sera per capire quanto siano fondate le preoccupazioni di tutti i sindacati trevigiani e dell’Ascom”.

 

Sul caso interviene anche il consigliere regionale del Pd Andrea Zanoni. “Assisteremo a un vero e proprio scempio ambientale: nella Regione più cementificata d’Italia e con 11mila capannoni vuoti, cancelliamo per sempre 500mila metri quadri di campagna veneta, ben 100 campi trevisani – afferma Zanoni -. La Marca ha bisogno di altro. I dati Ispra indicano Treviso al secondo posto in Veneto, dopo Padova, per incremento del consumo di suolo: nel 2018 sono stati utilizzati 7,5 metri quadrati di territorio per ogni ettaro, contro una media regionale di 5,0 e una nazionale di 1,60. Perché insistere su questa strada? Inoltre, da qui al 2050, la superficie consumabile a Casale sul Sile ai sensi della legge sul consumo di suolo è pari a 87mila metri quadri: questo intervento pari a 500.000 metri quadri la supera di sei volte tanto”.

 

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