02 giugno 2020

Castelfranco

Case popolari, chiesti a 200 inquilini arretrati fino a 8mila euro

Risulterebbero morosi per colpa di un calcolo sbagliato. Lo rende noto il Sunia

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Case popolari, chiesti a 200 inquilini arretrati fino a 8mila euro

CASTELFRANCO - L’Aeep, l’azienda per le case popolari di Castelfranco,  chiede a 200 inquilini arretrati fino a 8mila euro. Gli inquilini, secondo quanto riferisce il Sunia, risulterebbero morosi per colpa di un calcolo sbagliato. Spi Cgil e Sunia di Treviso convocheranno a breve un’assemblea pubblica per tutte le parti interessate.


 “Per quasi la metà degli inquilini Aeep arretrati fino a 8mila euro per colpa di un calcolo sbagliato”, rende noto Alessandra Gava, segretario generale del Sunia Cgil di Treviso, che a poco più di due mesi dalla sua nomina si trova ad affrontare un bel grattacapo.


 


“Abbiamo già condotto un primo incontro con la direzione Aeep, l’azienda di edilizia e popolare di Castelfranco, che ad oggi si è dimostrata disponibile, almeno a parole, nel trovare la migliore soluzione possibile. Per noi, come Sindacato Inquilini – spiega Alessandra Gava – è massima l’attenzione perché questa preoccupante situazione si risolva. Dopo l’incontro pubblico con i 200 inquilini interessati, durante il quale Aeep ha ammesso che tutto nasce da un errore di calcolo commesso fin dal 2002, stanno iniziando ad arrivare le lettere con le prime richieste di pagamento degli arretrati. Somme che toccano anche gli 8mila euro. Per alcuni così il canone mensile viene aumentato di molto per altri addirittura raddoppiato”.


 


“Questi inquilini, mai morosi – ha continuato Gava – sono per la maggior parte anziani pensionati e persone con problemi fisici, titolari di redditi bassi che si aggirano intorno ai 10mila euro l’anno. È impensabile per questi soggetti, che per anni hanno pagato puntualmente quanto richiesto loro da Aeep, sostenere aumenti vertiginosi per la loro fascia di reddito. Ad oggi oltre ad aver interessato il nostro Ufficio legale nazionale – aggiunge Gava – stiamo verificando se i nuovi canoni mensili sono corretti secondo la normativa che regola gli affitti in edilizia popolare. La Legge regionale 10/96 stabilisce, infatti, i parametri di calcolo che in tutti questi anni il software di Aeep non ha considerato correttamente”.


“Perché quello che ora è un incubo per queste persone, già da proteggere a causa di altri fattori, non si trasformi in un ulteriore dramma – conclude Gava - chiediamo ad Aeep, innanzitutto di operare le dovute verifiche sui canoni degli alloggi in assegnazione e di trovare un giusto compromesso sia sull’entità delle eventuali cifre da recuperare, sulle quali non dovranno essere applicati interessi legali, sia sui termini di rateizzazione dell’intero ammontare”.


 

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