26 novembre 2020

Treviso

Catering, fioristi, allestitori in ginocchio: "Cancellata qualsiasi possibilità di lavoro"

Confartigianato: “Per una impresa su 3 sarebbe insostenibile un nuovo lockdown”

| Isabella Loschi |

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| Isabella Loschi |

imprese treviso unite

La protesta dello scorso maggio degli esercenti di Treviso Imprese Unite

TREVISO - Cerimonie private e i matrimoni ridotti a 30 partecipanti, meeting ed eventi congressuali cancellati, a rischio anche le manifestazioni natalizie. Catering, ristoratori, service, fioristi, allestitori lanciano l’allarme per un settore che, ad oggi, vede cancellata qualsiasi possibilità di lavoro in qualsiasi settore legato al Mice (organizzazione meeting, incentive, convention ed exhibition).

“Il decreto di domenica costituisce un totale ribaltamento per molti professionisti del settore che nei mesi scorsi avevano cercato di riorganizzare la propria attività completamente cancellata dalla normativa del primo lock-down, rimettendo faticosamente insieme le risorse per andare avanti, per convincere le aziende clienti a non cancellare gli eventi e poter quindi sopravvivere”, scrive Federica Boldoni di Treviso Imprese Unite, referente del settore Turismo ed eventi, che chiede sostegno per le attività.

“Il dpcm di fatto impedisce al settore Mice di svolgere qualsiasi attività, nega cioè il lavoro in sé. Di conseguenza, il governo ha l’obbligo di farsi carico della sussistenza delle aziende a cui viene impedito di svolgere attività, e questo sostegno deve arrivare in tempi brevissimi. La situazione è estrema e al di fuori di ogni controllo, le tutele assolutamente necessarie per un comparto che urla la sua vera disperazione”.

L’impennata dei contagi registrata, che ha portato a nuove misure da parte del governo per contenere i contagi, preoccupa anche la Confartigianato Imprese Marca Trevigiana per le possibili ripercussioni che potrebbero impattare negativamente sul sistema sanitario e su quello economico. “Le nostre realtà hanno sofferto pesantemente nei mesi di chiusura totale ma hanno anche investito tante risorse per garantire la massima sicurezza nei propri locali in vista della ripresa delle attività”. “Una malaugurata serrata in questi mesi prenatalizi, ci costerebbe troppo – afferma Vendemiano Sartor, presidente di Confartigianato -. Novembre e dicembre, infatti, sono mesi chiave per la nostra economia. Non possiamo permetterci passi falsi”.

“Le aziende artigiane –rimarca- hanno subìto, mediamente durante il lockdown, un calo del fatturato del 60% ma in caso di nuova serrata l'asticella si alzerebbe in modo insostenibile. Per un'impresa su tre questo si tradurrebbe in un ko. Bisogna evitare a tutti i costi un nuovo stop alle attività produttive e potenziare al contrario le altre limitazioni capaci di abbassare la curva”.

“Riteniamo che l’adozione delle stesse misure di tutela nei luoghi di lavoro –continua il presidente- assolva, non solo ad una funzione sociale ma anche alla diffusione della cultura della sicurezza e ad una corretta gestione del rischio che, in questo tempo di Covid-19, si traduca nell’estensione dei comportamenti sicuri e responsabili adottati nelle imprese alla vita di tutti i giorni”.

 


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