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05 ottobre 2022

Vittorio Veneto

Che autunno ci aspetta? L'analisi dell'esperto vittoriese Andrea Costantini

"Le proiezioni stagionali di Copernicus vedono il sostanziale mantenimento di condizioni similari a quanto già verificatosi nei mesi scorsi"

| Roberto Silvestrin |

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andrea costantini vittorio veneto

VITTORIO VENETO - Che autunno ci aspetta? Che estate ci lasciamo alle spalle? Lo abbiamo chiesto ad Andrea Costantini, tecnico meteorologico e fondatore del sito meteoravanel.it. “Non ci sono sorprese: il trimestre giugno-agosto si è mostrato, decimo più, decimo meno, equivalente al 2003, famigerato anno che tutti ricordiamo e che, dal punto di vista probabilistico, aveva un "tempo di ritorno" di molte migliaia di anni, stimato fino a 43000 – dichiara l’esperto -. Ebbene, dopo nemmeno 20 anni, eccoci a rivedere completamente la statistica e soprattutto a ricevere ulteriori conferme di quanto da anni è noto e chiaro nella comunità scientifica, a lungo inascoltata. C'è però di più: se si considerano i 4 mesi tra maggio ed agosto, allora il 2022 supera in termini di anomalia di temperatura e siccità anche il 2003 quantomeno a scala nazionale, e si è verificato dopo un’altrettanta anomala sequenza di mesi siccitosi e mediamente molto caldi, con pochissime eccezioni. Una tale sequenza negativa di parametri critici come temperature e piovosità ha pochi precedenti storici anche su scala pluri-secolare, come per Torino e Rovereto”.

 

“Il mar Mediterraneo ha risentito della totale assenza di irruzioni fredde e rimescolamento superficiale ad opera di venti intensi, presentandosi con temperature di 30-32 °C in superficie come media del periodo 28 luglio - 4 agosto 2022, da 4 a 6 °C sopra la norma, e con conseguenze nefaste per gli ecosistemi marini – aggiunge Costantini -. Cosa ci attende ora? Le proiezioni stagionali sull'autunno emesse da Copernicus vedono il sostanziale mantenimento di condizioni similari a quanto già verificatosi nei mesi scorsi, con prevalenza di alta pressione sub-tropicale, piogge complessive assai scarse e temperature sopra la media. In questo contesto a grande scala ovviamente non è possibile predire l'andamento puntuale, ma possiamo aspettarci atmosfera spesso umida e stagnante in pianura con condizioni migliori in montagna, mitezza diffusa e bassa probabilità di irruzioni fredde, limitate nel tempo e nello spazio, che tuttavia potrebbero favorire forti contrasti termici specie con il mare molto caldo, attingendone energia per fenomeni intensi (particolarmente in caso di venti di libeccio e scirocco)”.

 


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