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26 gennaio 2022

Vittorio Veneto

Ciclabile del Meschio, ok alla transazione con i privati

Pd e Rinascita Civica bocciano l’accordo che vedrà il Comune versare 330mila euro

| Claudia Borsoi |

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ciclabile

VITTORIO VENETO – Il consiglio comunale di lunedì sera ha approvato a maggioranza l’atto di transazione tra il Comune e i privati, i signori Lionella Brescacin e Alessandro Franzato, andando così a mettere fine ad una vicenda iniziata 26 anni fa e legata alla ciclabile del Meschio. Nella prossima udienza, l’amministrazione illustrerà la proposta di accordo che impegnerà l’ente a indennizzare i privati, espropriati di alcuni terreni per far posto alla ciclabile del Meschio e già vincitori di alcune battaglie legali, di 330mila euro, oltre a rendere carrabile un tratto di ciclabile tra le vie Galvani e Lazzarini (nell’immagine sopra il tratto in giallo, tra la casa delle ochette e il ponte sul Meschio).

 

Il dibattito in aula è stato acceso. Per le minoranze, Rinascita Civica, Pd e civica Dus, la transazione è un errore. Per questo hanno votato contro, come contrario è stato il voto al successivo e correlato punto di adozione della variante urbanistica per rendere carrabile un tratto di ciclabile.

 

«Per votare con cognizione – ha ribadito più volte il consigliere Giulio De Antoni (civica Dus) – servono maggiori informazioni sui contenuti delle sentenze e delle perizie del ctu». «Le informazioni che abbiamo sono poco limpide – ha aggiunto il capogruppo Pd Marco Dus -. Sarei andato avanti con la causa. 330mila euro è una cifra folle». Anche per la consigliera Mirella Balliana (Rinascita Civica) sono necessari degli approfondimenti. «Diamo la valorizzazione del loro terreno, quello che chiede il ctu, ulteriori 45mila euro e in più il Comune dovrà anche spendere dei soldi per fare il tratto nuovo di pista» ha rimarcato, evidenziando la negatività dell’accordo, la consigliera Barbara De Nardi (Pd). A favore di una prosecuzione dell’iter legale anche l’ex sindaco Roberto Tonon (Pd).

 

La maggioranza ha difeso l’operazione, con l’obiettivo di chiudere una vicenda che si trascina dal 1994.

 



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Claudia Borsoi

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