24 gennaio 2020

Vittorio Veneto

"COMUNE, NON ANAS RESPONSABILE DEL TRAFORO DI SANT'AUGUSTA"

Dal Quirinale una lettera, per i Comitati spontanei, che assegna al Comune la paternità del progetto su cui esprime perplessità

Emanuela Da Ros | commenti | (37) |

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Vittorio Veneto - Carteggio tra Napolitano e i Comitati spontanei sul Traforo di Sant'Augusta. A renderne parzialmente noto il contenuto è il vicecoordinatore del Ccs, Michele Bastanzetti, che dichiara: “quanto ripetuto pubblicamente da Da Re e dall'ex sindaco Scottà viene smentito “nero su bianco” dall’ ANAS”.

"Premesso – chiarisce Bastanzetti - che il CCS è favorevole  al superamento di Serravalle attraverso un tunnel lungo interamente sotterraneo tra la Statale (imbocco Nord) e il poligono di Costa (imbocco Sud), tre mesi fa abbiamo fatto pervenire una nota alla Presidenza della Repubblica riguardante la realizzazione della tangenziale est e, più specificamente, il cosiddetto traforo di S. Augusta”.

La Presidenza ha girato le “perplessità” dei vittoriesi all’Anas, che il 14 dicembre ha relazionato al Direttore  Ufficio Affari Interni del Segretario Generale della Presidenza e per conoscenza Compartimento della Viabilità per il Veneto a Venezia.
Il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica ha quindi risposto (in data 20 gennaio) riferendo quanto dichiarato al Quirinale dall’Anas.

Nella missiva dell’Anas si dice che:  “Dal punto di vista delle scelte progettuali si ricorda che queste vennero fatte direttamente dal Comune di Vittorio Veneto il quale, in forza dell’ accordo con la Regione, ha redatto il progetto definitivo”. L’ Anas scarica dunque ogni responsabilità progettuale sul Comune di Vittorio Veneto.
Dichiarazioni in contrasto con quanto affermato dal sindaco Da Re e dall’ex sindaco Scottà: “in diverse occasioni – ricorda Bastanzetti - hanno dichiarato che l’attuale traforo Sant'Augusta è un parto esclusivo dei progettisti Anas e che quindi il comune di Vittorio Veneto non ha responsabilità su quest’opera e sulle evidenti irrazionalità che presenta”.

Irrazionalità che, secondo i membri del CCS, dipendono anzitutto dallo scaricare ed assumere traffico ancora all’interno della città, dal gravare di inquinamento, per di più vicino ai plessi scolastici, una zona urbana già satura, dallo sfregio irreparabile alla conca di Bigonzo, dal danno paesaggistico al progettato Parco del fiume Meschio, dalle incognite che orbitano attorno allo svincolo previsto per l’area Italcementi, della quale non si conoscono le ipotesi di utilizzo e infine dal preludere forzatamente ad un secondo traforo nella formula già bocciata dalla Sovrintendenza.   

"Ora è evidente – tira le somme Bastanzetti- che il municipio di Vittorio è conscio delle irrazionalità del progetto (altrimenti non ne darebbe colpa ad altri) ma anche che il Municipio conosce e non vuol rivelare  i motivi per i quali queste irrazionalità e gli aspetti taciuti di questo progetto (come il riuso dell’Italcementi) hanno trovato concretizzazione in un preciso disegno”.

“Il Municipio non ha mai preso in considerazione le soluzioni alternative a questo tipo di tracciato – conclude Bastanzetti - e vuole scorrettamente scaricare su altri le responsabilità che sono solo sue. Questi quattro punti secondo noi non fanno che peggiorare il giudizio fortemente critico sull’opera che sta per realizzarsi e sulle sue “zone d’ ombra”; tanto più, lo peggiorano,  in presenza della sensata alternativa (tunnel lungo) da noi del CCS sempre indicata”.

 



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Emanuela Da Ros

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