29 novembre 2020

Conegliano

"Conegliano è una città bloccata, è diventata debole"

Il punto di Carlo Dal Vera, noto architetto di Corte delle Rose

| Roberto Silvestrin |

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| Roberto Silvestrin |

CONEGLIANO - “La città ha perso carattere, è diventata debole”. Carlo Dal Vera è un coneglianese doc, membro di una famiglia che a Conegliano – per usare le sue parole – “ha fatto grandi cose”.

 

Anche lui, però, si è inevitabilmente accorto di quanto la Città del Cima sia cambiata negli ultimi anni. “Nel passato Conegliano ha avuto momenti di gloria, ma negli ultimi tempi si è adagiata proprio su questa gloria passata”, dichiara Dal Vera. Architetto specializzato in bioedilizia e architettura a basso consumo, ha il suo studio in Corte delle Rose.

 

Nel 2017 il Movimento 5 Stelle lo aveva proposto come assessore all’urbanistica in caso di vittoria alle elezioni amministrative. “Oggi mancano novità e ricerca, anche la pianificazione è stata sballata”, sostiene il professionista, che oggi è vicepresidente dell’associazione Corte delle Rose. “La voglia c’è – continua -, il mondo dell’associazionismo lavora per la città. Ma i cittadini da soli non vanno tanto lontano. Conegliano sta inseguendo la necessità del momento, ma non c’è una visione per il futuro”.

 

Quali sono i problemi più urgenti? “La viabilità è pessima, e manca anche una cultura ecologica. I giovani vorrebbero un grande parco, e anche più piste ciclabili”. E proprio l’idea della grande area verde nell’area ex Zanussi è tornata a far discutere, in questi giorni, in città. “In quell’area io ci avrei messo il Conè – dice Dal Vera -. Oggi invece ci si potrebbe realizzare un polo tecnologico per l’agricoltura”.

 

Eppure nel weekend – soprattutto dall’orario dell’aperitivo in poi – la città si rianima. “Ma Conegliano vuol dire solo giovani che si trovano a bere spritz? Non può essere. Bisogna ritrovare la quotidianità. E i turisti? Sono abbandonati a sé stessi. Eppure ci sarebbe grande potenzialità”. Ma da dove viene il problema? “Conegliano è stata usata dai politici come trampolino di lancio per una carriera che va al di là di questo comune. Ci vuole una città più snella, invece è tutta bloccata. E in parte è la politica che la blocca”.

 

Ma secondo Dal Vera non è tutta colpa della classe politica: “Dovrebbe dare la direzione, ma è anche il tessuto ad aver perso il carisma”.

 

L’architetto si augura una svolta, “che è necessaria”, per la città. Questa potrebbe venire dalla conclusione di via Vespucci e dalla nuova piazza in centro. “Mi auguro che migliori le cose – dice -, anche se non ho capito come verrà gestita la viabilità. Ma dobbiamo sperare nel futuro”.

 


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Roberto Silvestrin

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