19 ottobre 2021

Conegliano

Conegliano, il caso dei fratelli no-vax che lavorano nella stessa azienda: “Rimaniamo a casa nei giorni non coperti dal tampone”

I due ragazzi abitano e lavorano in un comune dell’hinterland coneglianese

| Roberto Silvestrin |

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Conegliano, il caso dei fratelli no-vax che lavorano nella stessa azienda: “Rimaniamo a casa nei giorni non coperti dal tampone”

CONEGLIANO - Lavorano nella stessa azienda e – per quanto riguarda il Green Pass – hanno le stesse idee. Si tratta di due fratelli, entrambi 20enni e no-vax convinti. Anche loro, come tante altre persone, sono alle prese con il problema relativo al Green Pass, che da domani sarà obbligatorio anche per i lavoratori. I due fratelli però, nonostante tutte le difficoltà del caso, non hanno fatto nessun passo indietro: non si vaccineranno e si sottoporranno ai tamponi per ottenere la certificazione verde. I due ragazzi abitano e lavorano in un comune dell’hinterland coneglianese.

 

OT: Come vi siete organizzati?

 

Per quanto riguarda il lavoro, la tentazione sarebbe quella di rimanere a casa senza stipendio e di non cedere al ricatto del Green Pass. In fondo sarebbero solo due mesi e mezzo. Alla fine, per venire incontro all'azienda ed evitare la mancanza di personale, effettueremo due tamponi a settimana, rimanendo a casa nei giorni “non coperti”, spinti anche dalla convinzione (non totale) che tutto termini il 31 dicembre. Il Green Pass sembra più una mossa politica che una mossa sanitaria, come del resto gli altri provvedimenti presi in questi ultimi due anni.

 

OT: Perché vi siete schierati contro il Green Pass?

Siamo contrari al certificato verde introdotto indistintamente per tutte le categorie lavorative, anche per quelle che garantiscono il distanziamento personale. Non cogliamo inoltre la necessità del Green Pass, con una così elevata percentuale di vaccinati e un numero relativamente basso di contagi e di morti rispetto ai mesi precedenti. Inoltre il Governo, data la non obbligatorietà del vaccino, non può rendere obbligatorio il Green Pass, se poi non è in grado di garantire il tampone a tutti i lavoratori non vaccinati. L'Italia, proprio come ribadisce la Costituzione, si fonda sul lavoro.

 

OT: Come mai non vi vaccinate? Non sarebbe più “comodo”?

La scelta di non vaccinarci dipende dal fatto che il Governo, promotore delle vaccinazioni, ha perso credibilità in questi due anni, mettendosi in ridicolo tante volte. In un primo momento con limitazioni senza alcun nesso logico, poi con il vaccino. E’ partito subito con l'incentivare la vaccinazione, senza dichiarare in modo limpido i possibili effetti collaterali. A tal proposito afferma, attraverso i suoi “virologi portavoce”, che il vaccino è sicuro e che ha superato tutte le fasi di studio, nonostante il breve periodo di tempo, anche se poi gli stessi scienziati e gli stessi politici molte volte si sono lasciati scappare il termine “sperimentale”. Nonostante alcuni esperti ritengano questi vaccini pericolosi a causa di una non completa analisi sugli effetti e della mancanza di studi sulla tossicità, il Governo li censura totalmente e li denuncia come complottisti, ma allo stesso tempo non rilascia documentazioni riguardanti i contratti con le case farmaceutiche. Si sostiene che i vaccinati non contagiano e non finiscono in terapia intensiva, invece accade il contrario. Si sosteneva che bastavano due dosi, invece adesso si è in procinto di fare la terza. Tutto questo sembra proprio dimostrare che si tratta di una sperimentazione: avrebbero dovuto sapere tutte queste cose, oppure le hanno sempre sapute, ma le hanno tenute nascoste. Poi viene da chiedersi come mai il Governo abbia investito quasi esclusivamente nel vaccino, trascurando le cure”.

 

OT: Scaricate il Green Pass dopo aver fatto il tampone? O è proprio una questione di principio?

Per quanto riguarda l’ambito lavorativo, non so se si possa entrare mostrando l'esito del tampone, perché in teoria, per la privacy, colui che controlla non deve sapere lo stato di vaccinazione. Mostrando il Qr code del Green Pass invece - da quanto sappiamo - non si riesce a capire se sia derivato da vaccinazione, tampone o guarigione.

 


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