29 ottobre 2020

Conegliano

Conegliano, ormai è un’odissea: arriva la proposta di “rimuovere” anche Bernardelli

Lui: “Senza numeri giusto andare a casa”

| Roberto Silvestrin |

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Conegliano, ormai è un’odissea: arriva la proposta di “rimuovere” anche Bernardelli

CONEGLIANO - Non finisce l’odissea della maggioranza a Conegliano. Oggi è stata protocollata in comune una proposta di delibera per revocare la carica di presidente del consiglio comunale a Giovanni Bernardelli. La proposta è stata sottoscritta da 13 consiglieri, quindi dalla maggioranza del consiglio comunale. I firmatari sono - per le minoranze - Alessandro Bortoluzzi, Isabella Gianelloni, Laura Rossetto, Italo Rebuli e Andrea Barazzuol del Pd, Flavio Pavanello e Shakibul Bhuiyan di Cambiamo Conegliano, Alberto Ferraresi e Massimo Bellotto del Movimento 5 Stelle.

 

A questi si aggiungono Pierantonio Bottega e Leopoldino Miorin, i due consiglieri di Forza Italia fuoriusciti dalla maggioranza per costituire il gruppo misto. Hanno firmato la proposta anche Francesco Polo e Stefano Dugone dei Popolari per Conegliano, in maggioranza ormai solo nominalmente. Tutto parte, ancora una volta, dalla “bocciatura” - ancora prima di approdare in consiglio - della mozione per sfiduciare l’assessore Claudia Brugioni. Già prima della riunione dei capigruppo per discutere del tema, Bernardelli aveva sollevato perplessità circa le modalità con cui era stato presentato il documento, che si era poi deciso di “cassare” ancora prima di sottoporlo al voto in consiglio, senza inserirlo nell’ordine del giorno.

 

“Si ritiene che il comportamento del presidente del consiglio comunale sia incompatibile con il ruolo istituzionale di garanzia, super partes e neutrale che esso deve costantemente disimpegnare nell’assemblea consiliare e al di fuori di essa”, si legge nella proposta di delibera, con cui si chiede anche la convocazione del consiglio comunale entro 20 giorni. “Ho applicato le leggi ascoltando il segretario comunale - commenta Bernardelli -. Ma mi rimetto alle parole del sindaco, effettivamente se non ci sono i numeri è giusto andare a casa”. Quindi, anche per il presidente è meglio andare al voto se non ci sono le condizioni per amministrare la città, come aveva anticipato il primo cittadino Fabio Chies. “Hanno i numeri per mandarci a casa - ammette Bernardelli -. Se applicare le leggi comporta questo, allora vale tutto. A questo punto è finita”.

 


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Roberto Silvestrin

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