25 novembre 2020

Conegliano

Conegliano, sindaco senza maggioranza. E ora che succede?

Ci sono le vie delle dimissioni e del commissariamento pre-elezioni, o quella del rimpasto di giunta

| Roberto Silvestrin |

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Conegliano, sindaco senza maggioranza. E ora che succede?

CONEGLIANO - Commissariamento fino alle elezioni o rimpasto di giunta per “tirare avanti” fino a fine mandato. Sono le prospettive che ha davanti l’amministrazione di Conegliano, che ieri sera ha dimostrato di non avere più la maggioranza in consiglio comunale. Potrebbero così arrivare le dimissioni del sindaco Fabio Chies, e allora si andrebbe alle urne, dopo un periodo di commissariamento dell’ente.

 

Uno scenario già visto, a Conegliano, negli anni ‘90. Le minoranze hanno già chiesto, questa mattina, le dimissioni degli attuali amministratori. Chi direttamente, come il capogruppo Pd Alessandro Bortoluzzi, chi indirettamente, come il consigliere 5 Stelle Alberto Ferraresi, che si aspetta un “passo indietro” volontario. Ma intanto c’è chi attacca pesantemente Chies e i suoi. I Popolari per Conegliano – ormai in maggioranza solo nominalmente – hanno parlato di “strappo nei rapporti solo per sordità e non disponibilità al dialogo ed al confronto”.

 

Ieri Stefano Dugone e Francesco Polo, che rappresentano i Popolari in consiglio, hanno votato contro tutti i punti all’ordine del giorno, fatta eccezione per quello riguardante Asco Holding. Hanno votato compatti con le minoranze e il gruppo misto costituito da Pierantonio Bottega e Leopoldino Miorin, fuoriusciti dal gruppo consiliare di Forza Italia.

 

“Non possiamo accettare le accuse secondo cui, non avendo approvato i provvedimenti ieri sera, si sarebbero prodotti danni alla comunità – continuano i Popolari -. Gli eventuali danni alla comunità sono già stati prodotti dai mesi di ritardo e di inerzia della giunta”.

 

La polemica è continuata anche dopo il consiglio comunale, perché i 13 consiglieri che hanno votato contro le variazioni di bilancio sono stati accusati di aver bloccato le opere e i fondi destinati ai commercianti contro la crisi dovuta al Covid-19. “Ciò che succederà nei prossimi giorni dipenderà dal sindaco e dal resto della maggioranza, censuriamo i troppo facili lamenti del sindaco e di qualche altro amministratore e respingiamo con forza al mittente le accuse di irresponsabilità”, dichiarano Dugone e Polo.

 

Secondo i Popolari per la crisi legata al Coronavirus “nulla è stato messo in campo a favore del sistema produttivo e dei servizi. Solo ieri ci è stato proposto un provvedimento che era accompagnato da un parere dei revisori dei conti non proprio favorevole”.

 



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Roberto Silvestrin

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