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16 gennaio 2022

Treviso

Congresso Cisl Scuola: confermata la segretaria generale Lorella Benvegnù

Sotto la lente della Federazione le criticità del settore nei territori di Belluno e Treviso: tagli, precariato, burocrazia, organici

| Gianandrea Rorato |

| Gianandrea Rorato |

Benvegnù

TREVISO - “Tagli, disinvestimenti, precariato, burocrazia. I mali della scuola, anche a Treviso e a Belluno, sono molti e vengono da lontano, da ben più lontano degli ultimi due anni di pandemia, che li ha messi sotto gli occhi di tutti”. Con un’analisi lucida e documentata delle criticità che attanagliano il mondo della scuola, la segretaria generale della categoria Cisl che rappresenta personale docente, ausiliario, amministrativo e presidi degli istituti delle due province ha aperto il terzo Congresso territoriale, che si è concluso nel tardo pomeriggio di giovedì 18 a Pedavena con il rinnovo degli organi dirigenziali.

Benvegnù è stata confermata alla guida della Cisl Scuola Belluno Treviso. 61 anni, feltrina, laureata in Lettere, attiva nel volontariato e nell'associazionismo, è entrata nel mondo della scuola nel 1986 come docente di scuola secondaria. Nel 2000 è stata eletta Rsu, 8 anni dopo ha deciso di dedicarsi a tempo pieno all’attività sindacale: nel 2010 è stata eletta segretaria generale della Cisl Scuola di Belluno, nel 2013 segretaria aggiunta nella unificata Cisl Scuola trevigiano-bellunese e nel dicembre 2020 Segretaria generale. Con lei, ieri, è stata confermata in segreteria Anna Lucia Tamborrini, assistente tecnico informatico residente a Ponzano Veneto (Treviso), in Cisl Scuola da 6 anni. Nuovo ingresso quello di Andrea Borsato, 43enne dirigente scolastico trevigiano che sostituisce Valerio Furlanetto andato in pensione in settembre.

“Ringrazio tutti per la fiducia che mi è stata rinnovata - ha detto Benvegnù - e do il benvenuto ai nuovi segretari e un ringraziamento al segretario uscente Furlanetto. Gli ormai quasi 5 anni che ci separano dal precedente Congresso sono stati molto difficili per la scuola e per il pubblico impiego in generale e non solo per la pandemia che ha funestato l’intera società negli ultimi due, ma perché sono arrivati al pettine i nodi dei tagli imposti nel 2008 e mai risarciti né alla scuola né al pubblico impiego”. Tagli che nel corso degli anni hanno determinato carenze di organico, blocco del turnover e difficoltà negli uffici scolastici e nelle segreterie, ma anche fra i docenti e i dirigenti, e sofferenza in tutti gli ambiti in cui hanno agito i disinvestimenti sui servizi connessi alla scuola: dal supporto per gli alunni con disabilità da parte dei servizi socio-sanitari, alla riduzione degli interventi di competenza degli enti locali a loro volta sottoposti a tagli.

 



Gianandrea Rorato

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