04 aprile 2020

Italia

Conte: "Azzolina e Manfredi ministri di Scuola e Università"

Oggi conferenza stampa di fine anno del premier a Villa Madama

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Giuseppe Conte

ROMA - Obiettivi raggiunti, rilancio dell'azione di governo e l'annuncio della creazione del ministero dell'Università e della Ricerca. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, fa il punto sulle priorità dell'esecutivo e le novità parlando alla conferenza stampa di fine anno a Villa Madama.

NUOVO MINISTERO - Occorre "separare il comparto scuola dal comparto ricerca e università. Hanno logiche diverse - osserva il premier - Mi farò latore della creazione di un nuovo ministero dell'Università e della Ricerca.

Ho pensato, avendo conosciuto già l'operato della sottosegretaria Azzolina, di nominarla ministra della Scuola" mentre Gaetano Manfredi sarà il nuovo ministro dell'Università e della Ricerca annuncia il presidente del Consiglio, ringraziando "il ministro Fioramonti per l'attività sin qui prestata.

Abbiamo la necessità di rilanciare il comparto della ricerca e dell'università, non è vero che non abbiamo compiuto passi in avanti. Nel 2020 introdurremo l'Agenzia nazionale per la ricerca. Dobbiamo fare qualche sforzo in più, dovremo rilanciare un Piano straordinario per i ricercatori, migliorare i Fondi per il diritto allo studio".

AZIONE DI GOVERNO - "Abbiamo avanti a noi una maratona di tre anni, marceremo spediti. Questo spazio temporale ci consentirà di programmare meglio le nostre iniziative di governo" dice Conte.

"Siamo stati costretti in questi primi giorni a correre i cento metri - spiega il presidente del Consiglio - addirittura è stato uno sprint a ostacoli. Dovevamo mettere il Paese in sicurezza, occorreva una manovra economica seria, responsabile, non dimentichiamo mai che avevamo il compito improbo di reperire ben 23 miliardi per quanto riguarda l'Iva da disinnescare. Sono orgoglioso di aver raggiunto, insieme a tutti i ministri, insieme a tutte le forze politiche che sostengono questo governo, gli obiettivi che ci eravamo prefissati.

Addirittura siamo andati oltre, perché non ci siamo limitati a disinnescare l'incremento dell'Iva, ma abbiamo già iniziato a realizzare alcuni degli impegni per i quali abbiamo chiesto la fiducia" . Conte aggiunge che "gennaio sarà l'occasione per fermarsi un attimo a riflettere, a confrontarsi con le varie forze politiche per rilanciare l'azione di governo". A tal proposito sarà definito un ''cronoprogramma'', "abbiamo presenti le priorità", sottolinea il presidente del Consiglio. "Non vogliamo promettere delle cose irrealizzabili, nei nostri 29 punti non ci sono promesse irrealizzabili - scandisce - ci sono degli obiettivi molto chiari, programmatici, che a gennaio verranno declinati sulla base delle priorità. Vogliamo lavorare per rendere un servizio utile al Paese, riscoprire il senso di comunità, lavorare come una squadra e vogliamo rivolgerci a tutti i cittadini sollecitando fiducia nei confronti della politica", che "non deve promettere cose che non può mantenere, deve essere credibile".

"Se la politica si presenta credibile, determinata, convinta nel perseguire obiettivi alla portata, le riforme che i cittadini attendono da anni - aggiunge il premier - la politica farà il suo compito, senza proclami, senza gesti eclatanti, senza lasciarsi distrarre da polemiche. La politica non ha bisogno di conflitti e nessuna forza politica alimenta il consenso con le polemiche.

Non possiamo sprecare questa occasione d'oro, le polemiche e i distinguo non ci fanno bene". "Il metodo di lavoro di questo governo - sottolinea ancora - si basa sul confronto che io rivendico. Un dialogo anche acceso, ma mai dei litigi fini a se stessi". ''Ho visto la stampa che ironizza su di noi: chiama questo governo, il governo delle riunioni e dei vertici - rileva poi - I vertici servono per alimentare il confronto, i vertici non sono litigi. Io non sono mai stato a litigare su poltrone o altro''.

L'APPELLO AI PARLAMENTARI - Conte non manca di evidenziare che "in questo momento una frammentazione delle forze politiche che sostengono la maggioranza non fa bene neppure all'azione di governo". E lancia un "pubblico appello", se ci sono parlamentari in dissenso con il proprio partito, "rimanete nelle rispettive forze politiche, non alimentate questi passaggi che non contribuiscono alla stabilizzazione del quadro politico. Se ci sono manifestazioni di dissenso lavorate all'interno" dei partiti. Il presidente del Consiglio richiama "tutti a un senso di responsabilità". Quanto alla possibile nascita di gruppi 'contiani' in Parlamento, "non ho velleità di avere un partito o un gruppo di riferimento - mette in chiaro - non è nelle mie corde e sarebbe una missione diversa da quella che ho assunto con i cittadini italiani".
 

 

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