29 marzo 2020

Il Piave mormorò. In arabo

Categoria: Notizie e politica - Tags: Gentilini, Ramadan

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Emanuela Da Ros | commenti |

Il Piave mormorò: non passa lo straniero.

Ma la preghiera, quella - se è vera - quella passa eccome. Passa attraverso le pareti del tempo, passa attraverso le inferriate immanenti e le cancellate trascendenti. Passa, qualche volta, pure di qua.

E magari anziché in italiano o in padano è declamata, recitata, sussurrata in arabo. E magari passerebbe pure inosservata, accucciata dentro ll'alveo di un fiume, sacro pure quello, se non fosse che qualcuno, quella preghiera "straniera" (ma una preghiera può essere straniera?), la sente troppo stonata (ma una preghiera può essere stonata?), la sente stranita e con la sua voce solitaria (ma neanche tanto) soverchia i versetti corali e fa un "casino  (scusate) della madonna" o, se preferite "un casino del diavolo".

Insomma: oggi Gentilini, inossidabile e tuonante e, comunque, coerente, ha sbraitato contro la litania musulmana che ieri - ultimo giorno del Ramadan (Sawm) - s'è confusa e fusa con le mogie acque del Piave. I musulmani trevigiani, in mancanza di un luogo di culto che qui nella Marca gioiosa e prosperosa proprio non gli vogliono permettere di tirar su, si sono inchinati al/sul Piave. A parte le rispettive ginocchia io non credo che abbiamo fatto male a nessuno, ma Genti-Dogma ha invece dichiarato che 'sti qua, la preghiera la devono fare a casa loro, se proprio la vogliono fare.

Stress (chissà se questa parola, in arabo, esiste)! Ma che gliene frega a Genti-Dogma se il Corano mormora nel greto, se invece della Pietra nera, i fedeli di Allah hanno tra i piedi dei ciottoli bianchi, se invece de andar a magnar e bever dopo un mese di digiuno, i musulmani pregano?

Mah! è proprio vero che i grandi misteri della fede sono insondabili.



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