04 giugno 2020

Cronaca

Coronavirus, arriva l'app per tracciare i contagi. Ma c'è il problema della privacy

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Coronavirus, arriva l'app per tracciare i contagi. Ma c'è il problema della privacy

Si espande a macchia d'olio, nelle regioni italiane e nei paesi del mondo, l'uso di un'app per tracciare la diffusione del coronavirus.

 

"Il rispetto della privacy deve restare al centro", è il monito dell'Ue ai governi e agli operatori di telecomunicazioni. Mentre il ministero dell'Innovazione, che ha messo in piedi una task force tecnologica incaricata di scegliere l'app italiana, fa sapere - all'indomani dei problemi del sito Inps - che "l'attenzione alla cybersicurezza è massima" e che il lavoro di selezione sta procedendo "veloce".

 

Nel mondo una ventina di paesi - dagli Stati Uniti all'India, da Singapore alla Germania - hanno adottato o stanno adottando diversi sistemi di tracciamento. Con gli esempi apripista di Corea del Sud e Cina, più invasivi e meno applicabili in Europa dove è in vigore da maggio 2018 il regolamento sulla Privacy (Gdpr), a cui però all'app sono stati abbinati tamponi a tappeto.

 

"Non escludiamo a priori l'utilizzo delle app nazionali, ma il rispetto della privacy deve restare al centro", avverte il commissario europeo Thierry Breton, aggiungendo che Bruxelles è al lavoro su "algoritmi capaci di anticipare i picchi dell'epidemia che si basano su dati aggregati che una volta usati verranno distrutti".

 

In Italia la scelta di un sistema di tracciamento anti-contagio spetta ad un task force tecnologica formata da 74 esperti. Dovrà scremare le 319 proposte arrivate e stilare un shortlist da consegnare al ministro Paola Pisano, posto che la scelta finale sarà presa dal governo nella sua collegialità e che il sistema potrebbe essere applicato nella fase di graduale ripresa dalle restrizioni.

 

"Il lavoro procede veloce", fa sapere all'ANSA il Ministero dell'Innovazione che rassicura: "l'attenzione sulla cybersicurezza è massima". Un sistema di tracciamento nazionale potrebbe aiutare anche ad armonizzare le tante iniziative sorte in ordine sparso nelle diverse regioni italiane, come Sardegna, Marche e Umbria. Ma l'attenzione è concentrata in Lombardia, la zona più colpita dall'epidemia, dove è stata già lanciata l'app 'allertaLom', che viaggia verso i 500mila download con il vicegovernatore Fabrizio Sala che si è posto il traguardo di 1 milione.

 

"Avremo la fotografia del rischio del contagio in modo anonimo perché non vengono inseriti nome e cognome", spiega. Critico con il governo il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. "Non risulta che abbia attutito il tema della privacy - dice - se non c'è una norma nazionale che ci permette di essere incisivi tutto il resto diventa fuffa".

 

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