28 maggio 2020

Benessere

Coronavirus: diabetologi, malati non hanno maggior rischio contagio.

| AdnKronos | commenti |

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Coronavirus: diabetologi, malati non hanno maggior rischio contagio.

Roma, 30 mar (Adnkronos Salute) - Le persone con diabete non sono ad aumentato rischio di infezione da Covid-19, ma i pazienti che contraggono l’infezione sono a maggior rischio di complicanze. E' questo uno dei chiarimenti che arrivano dalla Società italiana di diabetologia (Sid), l'Associazione medici diabetologi (Amd) e la Società italiana di endocrinologia (Sid) che per far fronte all''infodemia', "informazioni che circolano in tema di Covid-19, purtroppo non sempre veritiere o chiare" che circolano in questo periodo o chiare" hanno istituito un numero verde per dare risposte qualificate alle persone con diabete.

Uno studio effettuato da ricercatori dell’Università di Padova, pubblicato come 'lettera' sul Journal of Endocrinological Investigation - si legge in una nota congiunta delle società - aiuta a fare chiarezza sul tema. I ricercatori dell’università di Padova hanno effettuato una metanalisi, combinando i dati riportati in 12 studi cinesi (su un totale di 2.108 pazienti) e alcuni dati preliminari italiani. I risultati di questo studio evidenziano che, tra quanti avevano contratto l’infezione, la percentuale di soggetti con diabete non era superiore rispetto alla prevalenza del diabete nella popolazione generale. Pertanto, il diabete non sembra esporre ad un rischio aumentato di contrarre l’infezione da nuovo coronavirus.

Le persone con diabete - informa ancora la nota - hanno normalmente un rischio maggiore di sviluppare complicazioni nel corso di qualunque malattia acuta, infezioni comprese. I risultati di questo studio confermano questa regola generale. Tra le persone con infezione da Covid-19 con decorso sfavorevole, la prevalenza di persone con diabete è risultata maggiore. Quindi, in caso di infezione, le persone con diabete presentano, come atteso, un maggior rischio di complicanze. Va comunque sottolineato che i pazienti con andamento peggiore erano mediamente molto anziani e affetti anche da altre patologie. Pertanto, al momento, non è possibile stabilire quale sia il reale contributo del diabete nel determinare la prognosi dell’infezione da nuovo coronavirus e quali possano essere i meccanismi coinvolti.

"Questo studio - commentano Francesco Purrello, presidente della Sid, Paolo Di Bartolo, presidente Amd, e Francesco Giorgino, presidente della Sie - aiuta a fare chiarezza rispetto al tema diabete e Covid-19 che sta ingenerando grande preoccupazione tra le persone affette da questa condizione cronica, in Italia 4 milioni. I risultati dimostrano chiaramente che le persone con diabete non sono ad aumentato rischio di contagio. Devono tuttavia essere prudenti, come e più del resto della popolazione, e seguire scrupolosamente le misure di prevenzione più volte ribadite dal ministero della Salute e dall’Istituto superiore di sanità: distanziamento sociale - stare a casa per quanto possibile, mantenere la distanza di almeno un metro dalle altre persone, stare lontani da persone con sintomi respiratori (tosse, starnuti) e lavare o disinfettare frequentemente le mani. Nel caso in cui una persona con diabete contragga l’infezione - concludono - i medici dovranno vigilare con maggiore attenzione, per gestire l’aumentato rischio di complicanze alle quali questa popolazione risulta esposta".

 



AdnKronos

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