13 agosto 2020

Cronaca

Coronavirus, l'allarme di Save the Children: centri estivi non per tutti

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Coronavirus, l'allarme di Save the Children: centri estivi non per tutti

L'Italia post-lockdown si fa cogliere impreparata sul tema dei centri estivi, con i bimbi che rischiano di passare un'estate vuota, senza opportunità educative o di socialità. A lanciare l'allarme è Save the Children proprio nei giorni in cui il tema dei centri estivi, e della loro sicurezza sanitaria, è salito agli onori delle cronache per i due casi di positività registrati a Nembro e nel Reggiano. L'organizzazione ha pubblicato oggi i risultati di una ricognizione condotta sull'accessibilità delle strutture comunali o convenzionate in Italia.

 

I dati evidenziano una grande disparità nell'offerta, elemento che finisce per marcare ancora di più le differenza tra Nord e Sud. A pesare sono, inevitabilmente, anche le rigide linee guida disposte dal governo in seguito all'emergenza sanitaria. L'indagine ha preso in considerazione 20 comuni capoluogo di regione andando a rilevare il periodo di avvio delle attività, le fasce di età dei bambini accolti, le tariffe e le agevolazioni e le esenzioni.

 

"Dall'analisi dei dati - scrive l'organizzazione -, risulta chiaro un panorama frammentato in tutta Italia, con regole differenti in base ai comuni, che spesso crea confusione e marca le differenze tra Nord e Sud del Paese".

 

Dall'analisi emerge una profonda differenza tra quei comuni che hanno scelto di centralizzare l'offerta e raccogliere direttamente le domande delle famiglie interessate (quali Bologna, Milano, Torino, Trieste, Trento, Aosta, Firenze, Ancona, Genova, Venezia, Campobasso) e quei comuni che hanno preferito delegare anche questi aspetti al settore privato o al terzo settore (come Napoli, Cagliari, Perugia, Palermo, Potenza e L'Aquila). Inoltre alcuni comuni hanno pubblicato dei bandi con Fondi per sostenere parte delle spese di gestione degli enti organizzatori e per supportare l'accesso gratuito delle famiglie più in difficoltà (Bari, Catanzaro). Una situazione particolare si è verificata su Roma, dove ogni Municipio ha deciso in autonomia.

 

"Nonostante l'impegno di tantissime organizzazioni del terzo settore, di molte scuole e amministrazioni locali, i centri estivi non riescono ad oggi a garantire opportunità educative, ricreative e motorie a tutti i bambini e agli adolescenti che in questo periodo ne hanno particolarmente bisogno - scrive Save the Children -. Le difficoltà nel garantire l'offerta estiva riguardano, naturalmente, le stringenti regole di sicurezza sanitaria che occorre assolutamente rispettare, le difficoltà di impiego delle risorse stanziate al livello nazionale e, come si evince dal monitoraggio, le grandi differenze di modalità di accesso e di tariffe che rendono estremamente complesso, in molti casi, per le stesse famiglie, orientarsi nella scelta. Ci auguriamo che nel mese di agosto lo spettro delle opportunità per i bambini possa ampliarsi ancora, con l'impegno delle istituzioni ad ogni livello, e che nel frattempo si prepari la riapertura delle scuole già dal primo settembre e il regolare avvio dell'anno scolastico in tutte le Regioni entro il 14 settembre".

 



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