05 aprile 2020

Treviso

Coronavirus, niente quarantena a Paese dopo la morte della donna al Cà Foncello di Treviso

Il prefetto di Treviso ha convocato un tavolo per fare il punto sulle misure in atto per contenere la diffusione del Coronavirus

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prefettura treviso

TREVISO - Si è riunito martedì mattina, in Prefettura a Treviso, il tavolo convocato dal Prefetto di Treviso per fare un punto di situazione sulle misure in atto per contenere la diffusione del Coronavirus.

Presenti, il direttore generale dell'Ulss2 Francesco Benazzi, i presidenti dei comitati dei sindaci, il presidente della provincia Stefano Marcon, il presidente della Camera di Commercio Mario Pozza, i rappresentanti delle categorie economico-produttive, i sindacati Cgil, Cisl e Uil, il presidente dell’Anci Veneto, il sindaco di Treviso Mario Conte.

Benazzi, nel riferire delle verifiche avviate e delle misure approntate a seguito del decesso della persona ricoverata nell’ospedale Ca’ Foncello, risultata positiva al test da coronavirus, ha assicurato che per il Comune di Paese, ove la signora deceduta risiedeva prima del ricovero, non vi sono le condizioni per disporre misure di isolamento o quarantene generalizzate. Con riferimento alle notizie su possibili casi di contagio, che hanno provocato apprensione tra i sindaci e tra la popolazione, il prefetto ha chiesto che venga valutata la possibilità che l’Usl pubblichi sul proprio sito ufficiale un bollettino medico giornaliero con l’aggiornamento della situazione.

Benazzi, nell’assentire a tale richiesta, ha altresì assicurato che verrà richiamata l’attenzione di tutto il personale sanitario dipendente sul divieto di diffondere notizie che oltre ad avere carattere riservato, possono comportare la denuncia alla Procura della Repubblica per procurato allarme.

Il presidente della Camera di Commercio, Mario Pozza, ha evidenziato le ripercussioni negative che l’emergenza sta avendo sui vari operatori economici a causa della sospensione di fiere ed esposizioni che si svolgono in questa stagione, delle disdette che stanno giungendo soprattutto nel settore turistico e ha prospettato la possibilità di interventi di sostegno da parte dell’ente camerale.

I rappresentanti sindacali hanno richiesto tutele economiche per il personale dipendente che si assenta dal lavoro in conseguenza delle misure adottate, e direttive chiare da poter veicolare agli operatori dei vari settori.

Il rappresentante di Confcommercio ha sottolineato come la situazione di incertezza incida in particolare sul turismo, settore che coinvolge circa 6000-7000 imprese con oltre 20.000 dipendenti e che a causa delle continue disdette si trova in grande difficoltà. Anche per i lavoratori autonomi, che non usufruiscono di cassa integrazione, si prospettano notevoli elementi di preoccupazione. Nel corso della riunione tutti gli attori presenti hanno chiesto l’attivazione di canali ufficiali di informazione per poter seguire l’evolversi dell’emergenza.

L’incontro è stato aggiornato per lunedì 2 marzo e coinvolgerà unicamente i sindaci della provincia, anche in prospettiva delle decisioni che verranno assunte dalla Regione nella giornata di venerdì relativamente alla proroga, o meno, delle disposizioni contenute nell’ ordinanza firmata congiuntamente dal Ministro della Salute e dal Presidente della Regione del Veneto.

 

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