22 settembre 2020

Nord-Est

Coronavirus, il Veneto conferma i posti sui mezzi pubblici

Zaia: "Non si capisce perché gli stessi lavoratori che stanno vicini con la mascherina al lavoro non possono stare vicini con la mascherina anche sui mezzi di trasporto"

| Roberto Silvestrin |

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Coronavirus, il Veneto conferma i posti sui mezzi pubblici

"In attesa che a Roma smettano di litigare, noi confermiamo la nostra ordinanza, che permette la capienza in base all'omologazione". Lo ha annunciato il presidente del Veneto Luca Zaia, a proposito delle misure di distanziamento sui treni e i mezzi pubblici, tema che nelle ultime ore ha suscitato parecchie polemiche.

 

Da ieri infatti, i treni a lunga percorrenza avevano ripreso a viaggiare al 100% dei posti occupati, come aveva deciso il ministero dei trasporti, ma poi era intervenuto il ministro della Salute, Roberto Speranza, con un’ordinanza emessa appositamente per ripristinare l’obbligo che era stato appena eliminato. "Non è un atto di irresponsabilità. Se si tratta di svuotare del 40% i bus e del 50% i treni, si dica ai cittadini che non ci sono alternative per il trasporto pubblico. Lo dico in maniera costruttiva, il problema che ho io ce l'hanno tutti i colleghi delle Regioni", ha dichiarato Zaia.

 

Il presidente, peraltro, ha sollevato una questione controversa: “Con il governo è stato firmato un accordo con le parti sociali contenuto nel Dpcm del 13 aprile, in cui si dice che chi sta nel comparto produttivo a distanza inferiore di un metro indossa la mascherina, chi sta a distanza maggiore di un metro non usa la mascherina; non si capisce perché gli stessi lavoratori che stanno vicini con la mascherina al lavoro non possono stare vicini con la mascherina anche sui mezzi di trasporto".

 



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Roberto Silvestrin

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