26 ottobre 2020

Nord-Est

Coronavirus, in Veneto persi 40mila posti di lavoro

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Coronavirus, in Veneto persi 40mila posti di lavoro

I primi numeri sul "disastro Covid-19" forniti dalla Fondazione Nord Est registrano che nel Veneto tra aprile e giugno si sono perse oltre 40 mila posizioni di lavoro. Solo nel 2009 in questa regione si era avuto un trimestre peggiore dal punto di vista dell'occupazione.

 

In controtendenza i dati di luglio però, che segnano un leggero aumento degli occupati a livello nazionale Nel 2011, in piena crisi economica, la Fondazione Nord Est aveva condotto un'indagine sui "Veneti del terzo Millennio": analizzando circa 800 interviste, i ricercatori avevano concluso che il lavoro rappresentava un elemento cardine e fondante per i cittadini veneti.

 

Oltre il 50% degli interpellati, infatti, citava il lavoro come caratteristica distintiva della società veneta, come un valore unificante, a prescindere da età, ceto e titolo di studio, un fil rouge che legava orientamenti e comportamenti di gran parte della popolazione. Indubbiamente il lavoro ricopre ancora oggi un lavoro centrale in questa Regione - secondo la Fondazione -, non a caso riconosciuta anche dall'esterno come una delle più laboriose del Paese.

 

Questo non può però bastare per fronteggiare le conseguenze sull'occupazione della pandemia da Covid-19, la quale ha colpito in modo particolarmente duro questo territorio. .Il saldo trimestrale è di - 4.700 posti a Vicenza, di -5.300 posti a Treviso e di -5.600 posti a Padova, mentre è positivo a Venezia e Verona, rispettivamente di + 6.700 e di + 1.400 posizioni.

 

In questi due ultimi casi, ovviamente, l'aumento del secondo trimestre è da ricondurre al forte decremento dei mesi precedenti: le crescite qui indicate sono molto lontane dal poter appianare le perdite subite durante il lockdown. Positivo, seppur leggermente, anche il saldo di Rovigo e Belluno.

 


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