18 aprile 2021

Montebelluna

Covid a Montebelluna: oggi l’arrivo degli ispettori ministeriali al San Valentino

“Finalmente qualcuno che viene a vedere come stanno le cose visto che fino ad ora tutti hanno parlato stando dietro alle loro scrivanie”

| Ingrid Feltrin Jefwa |

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| Ingrid Feltrin Jefwa |

ospedale di Montebelluna

MONTEBELLUNA – La notizia è oramai certa: nel pomeriggio arriveranno all’ospedale San Valentino di Montebelluna gli ispettori inviati dal Ministro della salute Roberto Speranza. Quanto rivelato da nostro articolo di domenica scorsa, insieme ad altre testimonianze giunte fino a Roma, ha imposto una verifica della situazione venutasi a creare all’interno del nosocomio cittadino, sul fronte Covid.

La testimonianza, da noi raccolta, di un gruppo di sanitari è stata perciò ritenuta degna di fede dal Ministro, al punto da giustificare un approfondimento formale della situazione. Appena abbiamo appreso la notizia abbiamo ricontattato le nostre fonti che a fronte del clima intimidatorio (che non ha risparmiato nemmeno la nostra testata) hanno, seppur con riluttanza, deciso di fare ulteriori dichiarazioni.

Finalmente qualcuno che viene a vedere come stanno le cose visto che fino ad ora tutti hanno parlato stando dietro alle loro scrivanie. Speriamo che questo serva a far emergere la verità: il fatto che siamo stati lasciati soli a combattere, non soltanto perché oramai siamo esausti ma soprattutto, come abbiamo già detto e non ci stancheremo mai di ripetere, per poter assistere adeguatamente chi sta male, perché è di vite umane che stiamo parlando.

Abbiamo letto che arriveranno nuovi colleghi: bene, se non fosse che saranno buttati nella fossa dei leoni, senza esperienza e con la necessità di essere affiancati. Ma vogliamo anche parlare dei dispositivi che dovrebbero esserci in grande quantità, visto che non capiamo perché non ci sono stati forniti. Perché sabato e domenica abbiamo dovuto lavorare senza le tute? Perché da 2 settimane non abbiamo i calzari? Perché ogni volta che ordiniamo qualcosa ci rispondono “sprovvisto”?

Speriamo che questa ispezione serva a qualcosa, anche se siamo convinti che sarebbe stato meglio se fosse stata fatta “a sorpresa”, senza preavviso, perchè potessero vedere le barelle con i malati nei corridoi, per la mancanza di posto. Crediamo che – noi li abbiamo sentiti appena appresa la notizia dell’ispezione –, così ci sarà il tempo di sistemare, trasferire, salvare le apparenze”.

In questi giorni dopo il nostro articolo ci sono giunte anche altre testimonianze. In relazione alla difficoltà di gestire le salme, una signora del Montebellunese ci ha raccontato: “Mio padre è morto un mese fa in una casa di riposo (omettiamo la località, per non renderla riconoscibile) e già allora non c’era più posto in obitorio ed hanno dovuto tenerlo nella cappella della struttura, fino al momento del funerale”.

Altri sanitari ci hanno contattati, ribadendo la gravità della situazione ma al contempo anche il timore che serpeggia tra i dipendenti: “Siamo stremati a livello fisico e psicologico – ci è stato detto -. Ma anche logorati dal dover tacere, dal sospetto che regna”.

Uno spassionato augurio a tutti i sanitari che assistono e curano i malati Covid, in particolare al personale del San Valentino di Montebelluna: che questo periodo termini presto e che finalmente qualcuno presti ascolto al loro grido di allarme, anche con atteggiamenti di maggiore cautela nella vita di tutti i giorni onde evitare il diffondersi del virus.
 

 


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Ingrid Feltrin Jefwa
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