26 novembre 2020

Conegliano

Covid, palestre chiuse. Lo sfogo dal "Body Evidence" di Conegliano diventa virale

La protesta (pacata) del proprietario Andrea Antoniazzi: "Il problema è grave"

| Roberto Silvestrin |

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Covid, palestre chiuse. Lo sfogo dal

CONEGLIANO - Il Dpcm gli ha chiuso le due palestre che gestisce, e il video del suo sfogo - pubblicato su Facebook - in poche ore è diventato virale, con migliaia di condivisioni e di like. Andrea Antoniazzi, proprietario del “Body Evidence” di Conegliano e Vittorio Veneto, non ha avuto però bisogno di urlare o di insultare: con toni pacati ha espresso tutta la sua delusione e tutto il suo rammarico per l’ennesima batosta che lui e la sua categoria dovranno sostenere.

 

Dieci minuti in cui il giovane imprenditore mostra tutti i sacrifici fatti per mettere in sicurezza i suoi centri sportivi: sanificazioni, distanze, mascherine, protocolli. Ma non è servito letteralmente a nulla, perché l’ultimo Dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte stabilisce di nuovo la chiusura delle palestre.

 

“I centri strutturati hanno fatto di tutto - spiega Antoniazzi -. Ora il problema è grave. Settembre è stato un mese ottimo, perché la gente aveva voglia di riprendere. Ad ottobre invece è ripreso il terrorismo mediatico che ha bloccato il mercato”. Antoniazzi , che è consigliere nazionale e delegato regionale di Anif,l’ Associazione Nazionale Impianti Fitness e Sport, aveva già intuito i brutti segnali arrivati dopo le parole di Conte di domenica 18 ottobre.

 

 

Gli effetti si sono fatti sentire subito: “Abbiamo avuto zero iscrizioni la scorsa settimana, dopo le parole del premier”. Poi giovedì sono arrivate le nuove linee guida, e infine ieri sera le serrande si sono abbassate.

 

Perché ci hanno fatto chiudere?” si chiede Antoniazzi, che nel video ha mostrato il suo impianto di Conegliano. Eppure la sua sala corsi garantisce 5 metri quadrati per ogni partecipante, una distanza ancora maggiore da quelle richieste dai protocolli.

 

E ora ovviamente si pensa anche al nuovo danno economico, dopo quello causato dal lockdown. Antoniazzi, nel solo mese di ottobre, ha subito perdite fino al 50% a Vittorio Veneto e fino al 45% a Conegliano.

 

E non è tutto, perché quando ci sarà la riapertura, si porrà nuovamente la questione dei rimborsi: “Dopo il primo lockdown abbiamo dovuto allungare gli abbonamenti per risarcire gli iscritti. Ma ora non possiamo permettercelo. Saremo distrutti quando riapriremo, non incasseremo nulla”.

 

In base ai dati Anif si parla già di un taglio del personale del 20-30% in Italia. “Il mondo dello sport non ha la cassa integrazione - spiega l’imprenditore -. La legge non è uguale per tutti, perché i dipendenti statali e i politici hanno lo stipendio e noi no? Io i 600 euro non li ho nemmeno ricevuti”.

 

E poi arriva l’appello a tutti i gestori delle palestre e a tutti gli sportivi: “Dobbiamo farci sentire”.

 


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Roberto Silvestrin

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