02 luglio 2020

Castelfranco

Cuccioli affogati ad Asolo nell’indifferenza dei passanti

Il racconto scioccante della volontaria Enpa che è riuscita a salvane almeno 2

| Ingrid Feltrin Jefwa |

immagine dell'autore

| Ingrid Feltrin Jefwa |

Cuccioli Enpa

ASOLO – Quando si ha un animale da compagnia e non si desidera incrementare la famiglia degli amici a 4 zampe con cui viviamo, il buon senso vuole che ci si preoccupi di sterilizzare la bestiola. Una pratica che potrebbe sembrare ovvia ma a quanto pare non è così perché ci sono ancora persone che incuranti della sofferenza causata agli animali, che va ricordato è un reato penale (perché rientra tra i maltrattamenti), lasciano che cani e gatti si riproducano e una volta partoriti i cuccioli, con disinvoltura se ne disfano in maniera cruenta e incivile. È quanto capitato ad Asolo in questi giorni dove Giulia, una volontaria dell’Enpa, si è imbattuta in una scena raccapricciante.

Ma ecco il suo racconto: “Una corsa mattutina in mezzo alla natura, delle urla strazianti provenire da un fosso. Mi affaccio e vedo 4 corpicini sott'acqua, uno ha la bocca spalancata, sono morti urlando. Sento questi forti richiami d'aiuto ma non vedo, entro nel fosso, sposto rovi ed erbacce e li trovo li, metà corpo nell'acqua gelida e metà attaccato a riva. Sono gelidi. Avranno un giorno, cordone ombelicale ancora attaccato. Lottano tra la vita e la morte con a fianco i corpi galleggianti dei fratelli. Immagine cruda sì, ma è giusto raccontare. Sapete perché? Perché son passate almeno 10 persone mentre ero lì io, sola in lacrime che cercavo una soluzione. Chissà quante prima. Nessuna si è fermata, nessuno ha agito. Quindi le bestie qui son due, l'assassino che ha compiuto questo atto miserabile e poi voi, gli ignavi descritti da Dante all'inferno come anime che nella vita non hanno mai agito, né per il bene, né per il male”.

Ora due piccoli di questa sfortunata cucciolata si sono salvati grazia al tempismo e alla prontezza di Giulia che si è rivolta all’Enpa dove sono stati soccorsi e stabilizzati quindi affidati alle amorevoli cure di una mamma adottiva che li sta già allattando. Senza l’intervento di questa sensibile volontaria sarebbe morti al pari dei fratellini, per affogamento o per ipotermia. A fronte di questa vicenda l’invito non può che essere di sterilizzare le bestiole se non si è in grado di gestire l’arrivo di nuovi animali, evitando simili pratiche barbare e cruente, indegne di qualsiasi persona che si reputi civile.

 


| modificato il:

foto dell'autore

Ingrid Feltrin Jefwa

Leggi altre notizie di Castelfranco
Leggi altre notizie di Castelfranco

Dello stesso argomento

vedi tutti i blog

Grazie per averci inviato la tua notizia

×