26 ottobre 2020

Treviso

"Da ogni parte ti giri il nemico (il virus) può essere in agguato"

Gli studenti si improvvisano reporter e ci raccontano il loro viaggio in pullman per raggiungere la scuola

| Roberto Grigoletto |

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| Roberto Grigoletto |

TREVISO -  Si potrebbe anche parafrasare il titolo di un film americano della fine degli Anni ‘40: “Il terrore corre sul filo”... del tram. Sì perché da quattro giorni la movida “contagiosa” si è trasferita negli autobus diretti e provenienti da scuola. Siamo andati a vederli partire, stamattina poco dopo le sette; li abbiamo attesi al ritorno, tra le 12.00 e le 13.00. Il “durante” del tragitto ce lo siamo fatti raccontare da Matteo, Luca e Alice, al quarto anno i primi due e in quinta la ragazza.

Ma partiamo, con ordine: giungono a frotte, alla fermata, gli studenti delle superiori e a terra, davanti dietro e ai lati delle navette, in attesa che accendano il motore, più che capannelli si materializzano gruppi con vocazione all’assembramento. Le mascherine però - di comunità, originali: interiste e juventine alcune - coprono bocca e naso. Poi le porte del bus si spalancano e invano cerchiamo di individuare il "contapersone" preposto a riempire il mezzo ma solo fino all’ottanta per cento, come da ordinanza regionale. Di costui però nemmeno l'ombra. 

 

Salgono tutti quelli che ci sono. Gli altri arrivano tra un’ora e la scena, tale e quale, si ripropone.”A bordo siamo abbastanza...contigui. Ma il problema è che molti abbassano o tolgono la mascherina e il viaggio può anche essere non proprio breve; da ogni parte ti giri il nemico (il virus) può essere in agguato” - si dicono preoccupati i nostri ragazzi-reporter. Raccontano anche di una loro compagna che al viaggio in autobus- in queste condizioni e su mezzi inadeguati al trasporto degli studenti - ha dovuto rinunciare da subito: soffre di asma e non può certo rischiare considerata la sua vulnerabilità.

Al rientro in stazione, a scuola finita, i mezzi giungono un po’ meno capienti. Scendono tutti in velocità, avvertono i morsi della fame. La mascherina per i più è assicurata al polso, dopo averci respirato dentro per tutta la mattina. Domani appuntamento, stesso posto stessa ora. Stessi rischi. La Mom pensa che le cose andranno meglio con orari definitivi e supplenti in cattedra. Una spiegazione che è tutta un mistero, e fitto anche: a scuola non si entra e da scuola non si esce a seconda del numero degli insegnanti in servizio. Semmai con l’orario provvisorio l’andirivieni è più diradato. Ma se il buongiorno si vede dal mattino, tra non molto, quando l’orario scolastico sarà a pieno regime per tutti gli istituti, Matteo Luca e Alice ce la sapranno raccontare.

 


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Roberto Grigoletto

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