26 ottobre 2020

Nord-Est

Dacia Maraini: "Zaia dovrebbe pensare a piantare più alberi, anche sui tetti delle case"

Intervista alla scrittrice che conosce bene e ama il Veneto, a cominciare dal suo dialetto. E la lancia un SOS per Venezia.

| Roberto Grigoletto |

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| Roberto Grigoletto |

Dacia Maraini

VENETO - Il Veneto lo conosce. Ci viene spesso, in visita ad amici. Ha narrato anche una storia, quella di “Isolina”, una ragazza di Verona, ispirandosi a una vicenda storica. “Ma nella vostra regione ci entro ogni volta con le orecchie; adoro il vostro accento che mi ricorda il teatro che amo, quello di Goldoni”.

 

Dacia Maraini, una delle scrittrici più lette del nostro Paese, è una interprete avveduta della contemporaneità. Suscitano in lei fervore civico le questioni ambientali, anche minute, ma pensa sempre in termini complessi e con respiro internazionale: “Viviamo dentro la globalità, non possiamo rinchiuderci in una nicchia”. Maraini ha preso parte al live “Direttamente” sulla pagina Fb del Pd provinciale di Treviso, invitata da Andrea Zanoni.

 

Zaia ha dichiarato l’altro giorno che il consumo di suolo è addirittura virtuoso…
Dovrebbe piuttosto pensare a piantare più alberi, anche sui tetti delle case. Abbiamo bisogno di ossigeno. Stiamo mettendo in atto una tale rapina del territorio che poi c’è poco da stupirci se esso reagisce. Invece di altro cemento da voi in Veneto c’è la possibilità di “costruire sul costruito”.

 

 E cos’altro sarebbe urgente intraprendere?
Una seria battaglia contro il cambiamento climatico. Soprattutto voi veneti: se va avanti così Venezia sparirà sott’acqua. Per davvero, non come nel racconto in cui
Virginia Wolff si limitava a immaginare l’inabissarsi di Londra. 

 

Neanche il Mose salverà la città più bella
La tipica “italianata” di opera strategica incompiuta. Si giunge sempre tardi, quando ormai le cose sono cambiate e quello che si era pensato non serve più.

 

 E ha allignato la corruzione pubblica
S’, anche se io preferisco cento volte il pubblico perché deve rispondere comunque e sempre a tutti i cittadini. Vedi l’acqua, tanto per restare in tema: se si mettono di mezzo le aziende private si alzano i prezzi, non si investe e si pensa al tornaconto di pochi soltanto. Mi sono battuta perché l’acqua restasse a disposizione di tutti.

 

Si è battuta anche per la difesa delle specie in declino.
Sono amica degli animali; hanno il diritto come noi di stare su questa terra. Danneggiando il mondo animale, facciamo del male a noi stessi. Invece ci sono quelli
che proprio da voi, in Veneto, attendono l’arrivo degli uccelli migratori per sparare loro. Ma così uccidiamo una parte di noi.

 

Dacia Maraini ha scritto durante il lockdow? E di cosa?
Sono abituata a stare in casa e a scrivere. Mi ero imbattuta, tempo fa, nella cronaca di una peste scoppiata a Messina nel 1743. Ho riletto quella paura che continua a ripetersi e che non procura altro se non chiusura, sospetti, odio e quindi guerra. La paura è inesauribile ma bisogna governarla.

 

E ora a che cosa sta lavorando?
A un libro sui campi di concentramento. Ho sempre rinviato questo appuntamento ma a un certo punto i conti vanno fatti. Ero una bambina di due anni quando sono finita lì dentro. Una ferita mai rimarginata. Ricordo che avevo sempre tanta fame. Sono convinta che sia un obbligo morale testimoniare quello che è accaduto.

 


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Roberto Grigoletto

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