22 ottobre 2020

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Dalla Compagnoni a Kobe Bryant: i ritiri più sorprendenti del mondo dello sport

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Dalla Compagnoni a Kobe Bryant: i ritiri più sorprendenti del mondo dello sport

Le lacrime, il saluto di chi ti ha sempre amato e ti porterà nel cuore, l'omaggio di chi, pur vedendoti come un avversario, ti ha comunque rispettato e stimato, le scarpette che si appendono al chiodo: il ritiro di uno sportivo è tutto un concentrato di queste immagini, è tutto un insieme di emozioni. Ma quali sono i ritiri più sorprendenti nel mondo dello sport? Ne abbiamo selezionato 4.

Per molti è stato il più forte di tutti, anche più di miti come Maradona e Pelè. Stiamo parlando di Luis Nazario Da Lima Ronaldo, a tutti noto come il Fenomeno. Il suo addio al calcio giocato è rimasto impresso, soprattutto perché affiancato da lacrime e commozione. "Il calcio mi ha dato tutto. Ho vissuto momenti splendidi, meravigliosi, con grandi vittorie e dolorose sconfitte. Sono stati anni di successi, gioie, sacrifici e anche delusioni, ma ho costruito tante amicizie e conosciuto persone indimenticabili che resteranno per sempre nel mio cuore, come tutti i tifosi che mi hanno sempre amato", queste le parole del campione brasiliano. Dichiarazioni che toccano ancora a distanza di anni. Perché certi personaggi resteranno incisi nella memoria di tutti gli appassionati.

Ancora pianti, ancora brividi, ancora bellissimi ricordi. Era il 3 settembre del 2006 e Andrè Agassi lasciò, con una sconfitta ma tra gli applausi scroscianti e sentiti del pubblico di New York, i campi da tennis dopo un carriera costellata di successi. "Il tabellone dice che ho perso, ma ciò che non racconta è ciò che ho avuto negli ultimi ventuno anni. Ho avuto lealtà. Mi avete sostenuto sui campi e nella vita. Ho avuto ispirazione e ho trovato voi e vi porterò con me per tutta la vita": Frasi che dicono tutto. Insomma, non serve davvero aggiungere nient'altro.

 

Deborah Compagnoni è stata la sciatrice italiana più vittoriosa di tutti i tempi, grazie ai suoi tre titoli mondiali, e la prima atleta a vincere una medaglia d'oro in tre diverse edizioni delle Olimpiadi Invernali (Albertville 1992, Lillehammer 1994 e Nagano 1998). Nel marzo del 1999, a soli 29 anni, dopo lo slalom gigante in Sierra Nevada, ecco che arrivò il suo ritiro. Omaggi e rispetto da tutto il mondo dello sport. Un qualcosa di davvero scontato per una delle più grandi atlete di tutti i tempi, nonostante i numerosi problemi fisici patiti.

Amato e odiato come pochi, paragonato ai più grandi, la notizia del suo ritiro a fine stagione, dopo ben vent'anni di carriera, ha, in un modo o nell'altro, toccato tutti. Stiamo parlando di Kobe Bryant. “Il mio cuore può sopportare la battaglia. La mia mente può sostenere la fatica. Ma il mio corpo mi dice che è tempo di dirti addio”, questo l'inizio della lettera con cui The Black Mamba ha annunciato il suo saluto ad un mondo a cui ha dato tutto. Una sorta di poesia, di dichiarazione d'amore e di ringraziamento. Ma, chi ha amato, ama e amerà il basket e l'ha visto, anche solo per pochi attimi, giocare non può che ringraziare lui.

THANK YOU KOBE!

 

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