20 febbraio 2020

Vittorio Veneto

De Bastiani interroga, i revisori dei conti in aula non rispondono

Il consigliere chiede pareri per alcune spese, il presidente dei revisori replica: «Me le invii per e-mail, le risponderò»

Claudia Borsoi | commenti | (9) |

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De Bastiani interroga, i revisori dei conti in aula non rispondono

VITTORIO VENETO – Tre domande per fare luce su alcune spese sostenute dal comune in occasione dell’intervento di ristrutturazione dell’ex ospedale di Serravalle e capire se possano nascondere un «danno al patrimonio pubblico».

 

Le ha poste ieri sera, giovedì, in consiglio comunale Alessandro De Bastiani (Pd) al presidente del collegio dei revisori dei conti, dott. Papparotto. Il consigliere sperava in una risposta immediata. Non gli è arrivata, animando in sala ancora una volta il dibattito sulle «mancate risposte». «Mi spedisca le domande per e-mail, le risponderò» la promessa di Papparotto.

 

Una risposta che però non ha soddisfatto De Bastiani che ritiene, oggi più che mai, che «la richiesta della commissione d'inchiesta sui lavori dell’ex ospedale non era ingiustificata e chi si è opposto rischia di diventare complice di tutte le irregolarità che verranno a galla».

 

Tre le questioni sulle quali il consigliere ha chiesto ai revisori, organo incaricato di vigilare, una risposta. «Sono trascorsi circa 1700 giorni dall’inaugurazione dell’ex ospedale e nonostante tutte le opere siano state pagate da tempo, queste non sono ancora di proprietà del comune di Vittorio Veneto: considerate questo fatto un danno al patrimonio pubblico?» la prima domanda rivolta a Papparotto.

 

Poi il quesito sulla Tosap, annullata dal comune all’impresa Camerin per l’occupazione del suolo pubblico di piazza Foro Boario. «Ritenete che l’amministrazione, avendo annullato l’onere dl pagamento della Tosap, avrebbe dovuto chiedere la restituzione degli oneri pagati all’impresa?» ha chiesto De Bastiani facendo riferimento al computo metrico estimativo dal quale risulta che il comune «ha pagato all’impresa, alla voce impianti di cantiere, “gli oneri per l’occupazione del suolo pubblico per la durata necessaria per l’esecuzione dei lavori”».

 

Infine un parere sui materiali utilizzati e le spese conseguenti: «La certificazione di un collaudo – ha chiesto De Bastiani - supplisce ad una evidente incongruenza dei costi pagati in riferimento ai lavori forniti?»

 



Claudia Borsoi

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