12 luglio 2020

Castelfranco

"Dei 25mila euro per le imprese non si sa nulla". La protesta di Confartigianato Castelfranco

Il presidente Bernardi: "Urgente e necessario definire un piano serio e coerente anche per le riaperture"

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oscar Bernardi

CASTELFRANCOQuando potranno ottenere i 25mila euro di finanziamento garantito dallo Stato per ripartire le imprese? E a che condizioni? Lo richiede il presidente della Confartigianato di Castelfranco, Oscar Bernardi, che nei prossimi giorni contatterà le banche del territorio per avere risposte ed indirizzare gli artigiani nel percorso, che al momento sembra piuttosto articolato e tortuoso.

 

“Di fronte a tanti proclami, cannoni, bazooka e anche forse portaerei messi in campo, ad oggi alle imprese non sono arrivati ancora un euro - attacca Oscar Bernardi - alcuni hanno visto accreditati i 600 euro dell’Inps e i sostegni ai lavoratori arriveranno più avanti, vista la farraginosità delle procedure. Voglio sottolineare che non si tratta di regali, quindi nessun sostegno a fondo perduto, ma si parla di fondi che andranno nel tempo restituiti ai finanziatori con gli interessi (pochi … forse, ma sempre debiti sono alla fine) e le maggiori spese del caso che bene o male le imprese pagheranno nel tempo in istruttorie varie. Questo vale per l'operazione famosa dei 25.000 euro che sembrano a disposizione delle imprese ma nulla ancora si sa...”.

Quindi bisogna conoscere prima possibile le modalità di presentazione delle domande di finanziamento, dei tempi di erogazione, condizioni e processi di istruttoria.

 

Viene poi al capitolo delle tasse. “Un altro tassello importante è quello del comparto tasse – continua il presidente – la maggior parte delle imprese artigiane hanno comunque continuato a versare regolarmente i contributi, le imposte e l'iva di febbraio e marzo. Nonostante non abbiamo potuto lavorare. Per le prossime scadenze in molti non avranno maturato le condizioni per il rinvio e non hanno l'adeguata liquidità per versare i contributi.

Questi sono di fatto inadempienti e, quando avranno la liquidità necessaria, dovranno ravvedersi pagando sanzioni ed interessi. Per non parlare dei prossimi acconti delle imposte – pensiamo alle attività di ristorazione, ma anche alle società che gestiscono trasporto di persone, fermi ormai da due mesi. Come possiamo pensare che questi vadano ulteriormente a prestito per pagare gli acconti delle imposte? E' davvero urgente e necessario definire un piano serio e coerente anche per le riaperture, in sicurezza prima di tutto (priorità alla salute delle persone coinvolte partendo dai dipendenti, collaboratori, imprenditori e conseguentemente alle rispettive famiglie), ma assolutamente privo di deroghe. Condividiamo regole che permettano a tutti di lavorare, ma senza deroghe, distinzioni e tutte quelle più o meno tirate autorizzazioni che hanno in modo umiliante discriminato le imprese”.

 



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