12 agosto 2020

Vittorio Veneto

Il dottor Andy Bertolin dal 15 luglio sarà il nuovo primario di otorinolaringoiatria a Vittorio Veneto

Intervista in esclusiva al nuovo dirigente del reparto d’eccellenza dell'ospedale vittoriese

| Claudia Borsoi |

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| Claudia Borsoi |

Andy Bertolin

VITTORIO VENETO – A 40 anni è tra i più giovani primari dell’Ulss 2. Il dottor Andy Bertolin dal 15 luglio guiderà l’unità operativa complessa di otorinolaringoiatria dell’ospedale di Vittorio Veneto, centro di riferimento regionale per i tumori della laringe. Succede al dottor Giuseppe Rizzotto, andato in pensione lo scorso autunno e ora primario emerito. Il dottor Bertolin lavora qui da 11 anni e fin dal primo giorno ha coltivato il sogno di diventare primario.

Dottor Bertolin, come affronta questo nuovo incarico alla guida di un’unità operativa che è eccellenza veneta e nazionale per la cura dei tumori alla laringe?
Con molto entusiasmo e consapevolezza della grande eredità che sto raccogliendo. Il professor Italo Serafini ha creato, il dottor Giuseppe Rizzotto ha innovato e implementato, a me ora il compito di proseguire con un occhio proiettato al futuro, ma con grande rispetto della storia e della tradizione. In questi anni ho respirato ogni giorno i grandi insegnamenti del “Professore” trasmessi con maestria dal “mio Primario”. Credo nel lavoro, nella forza di volontà e penso che con il sacrificio e con l’impegno si possano ottenere grandi risultati, senza ricercare scorciatoie. Vedo questo incarico come l’inizio di un cammino da affrontare con umiltà, ma con determinazione, senza perdere di vista la centralità della persona ammalata che cerca in noi medici un punto di riferimento.

Molti medici puntano ai grandi ospedali, lei dopo gli studi a Padova è da sempre a Vittorio Veneto: cosa l’ha spinta a rimanere qui e quali sono i punti di forza di questa struttura?
Fin da quando ero un medico specializzando frequentavo Vittorio Veneto e fin dal primo giorno ho coltivato il sogno di diventare primario di un reparto così importante, ricco di storia e riconosciuto a livello nazionale ed internazionale. Io sono sempre stato interessato alla “Scuola” più che alla struttura. Credo che le persone, i professionisti e le competenze rendano grande un reparto. I sistemi moderni sono fatti di eccellenze che sono indipendenti dalle dimensioni delle strutture o dalla posizione geografica, ma che devono lavorare in rete per continuare ad essere all’avanguardia. La “Scuola di otorinolaringoiatria” di Vittorio Veneto è un riferimento per molti giovani medici ed un esempio fondato sulle professionalità ma soprattutto sull’amore e la passione per l’otorinolaringoiatria che per me è la disciplina più bella del mondo. Ciò mi emoziona, spesso mi commuove, ma soprattutto mi infonde forza ed energia per tentare di continuare questa bellissima storia “dell’otorino di Vittorio Veneto”.

Che input intende dare alla crescita del reparto?
La crescita di un reparto passa prima di tutto attraverso l’innovazione: credo in un’innovazione tecnologica, tecnica, ma anche di mentalità. Le capacità tecniche devono essere sempre supportate da basi scientifiche; dovremo essere sempre più metodologici e continuare produrre lavori scientifici di rilievo internazionale come abbiamo fatto in questi ultimi anni. In secondo luogo intendo puntare sempre di più sulla multi-professionalità, in un’ottica provinciale di scambio e di confronto. La nostra Ulss 2 è ricca di professionalità di alto livello e solo facendo squadra potremo essere sempre più competitivi. Come unità operativa di otorinolaringoiatria dovremo inoltre continuare ad implementare l’offerta formativa e didattica: i master ed i corsi di Vittorio Veneto sono oramai un brand riconosciuto a livello internazionale. Le sfide del futuro ci devono portare ad essere competitivi non solo a livello nazionale, ma soprattutto a livello internazionale. Non ultimo ritengo che il confronto e la collaborazione con l’Università saranno elementi determinanti per la crescita e l’evoluzione della nostra unità operativa.

Oltre agli interventi per i tumori alla laringe, quali sono le procedure che più vedono impegnata la sua equipe?
Ho il privilegio di trovarmi e dirigere un’equipe formata da colleghi giovani e motivati, ognuno con le proprie caratteristiche e capacità. Oltre al tumore della laringe, che trattiamo con chirurgia laser, con chirurgia robot-assistita e con tecniche conservative per via esterna, ci occupiamo di tutta la chirurgia oncologica del distretto cervico-facciale. Siamo un centro di riferimento per pazienti che provengono da tutta Italia per la chirurgia del collo e delle alte vie aero-digestive. Sicuramente negli ultimi anni la chirurgia della tiroide è uno degli ambiti che maggiormente ha visto la crescita nel nostro reparto. Prestiamo inoltre molta attenzione alla parte pediatrica della nostra disciplina con una casistica operatoria annuale di rilievo, senza trascurare tutta la chirurgia endoscopica naso-sinusale e l’introduzione negli ultimi anni della nuova frontiera della chirurgia endoscopica dell’orecchio.

 


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Claudia Borsoi

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