23 aprile 2021

Treviso

Duplice omicidio di Pordenone. Si pensa alla malavita organizzata

Forse la vendetta per uno sgarro subito

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Duplice omicidio di Pordenone. Si pensa alla malavita organizzata

PORDENONE - In questi giorni le ipotesi sul duplice omicidio di Pordenone si sono rincorse, tra conferme e smentite. Normale, visto che gli inquirenti devono considerare e riconsiderare ogni pista. Facciamo allora il punto sulle indagini.

IN QUALE GUAIO SI ERANO CACCIATI?
"Per risolvere il rebus dobbiamo capire in quale grosso guaio si erano cacciati" dicono gli investigatori alla ricerca della chiave del giallo, sempre più convinti che l'esecuzione di Trifone Ragone e Teresa Costanza (in foto) non possa che essere ascritta alla mano di un professionista.

RITORNA L'IPOTESI PROFESSIONISTA
Nelle primissime fasi dell'indagine si era subito pensato al killer professionista, poi l'ipotesi sembrava aver perso consistenza, ora l'orientamento dei Carabinieri sta gradualmente mutando. "Tutti i responsi balistici confermano un'eccezionale capacità di centrare il bersaglio: chiunque conosca l'utilizzo delle armi sa che è più facile colpire dalla media distanza che da cinquanta centimetri, con la vittima che si sposta e cerca di mettersi in salvo. Invece, abbiamo un assassino che manda a segno cinque colpi su sei. Non semplicemente al bersaglio grosso, ma al capo. Non dà scampo alle vittime, le giustizia".

ORGANIZZAZIONE CRIMINALE?
In questo quadro, bisogna anche analizzare il contesto sociale nel quale si è svolto il duplice omicidio: "Le organizzazioni mafiose locali sanno quale clamore implichi un tal regolamento di conti e, se possono, lo evitano, in particolare in una cittadina tranquilla come Pordenone. Chi ha agito non ha, invece, minimamente temuto il dispiegamento di forze che ci sarebbe stato per trovare gli autori del crimine. Una spregiudicatezza che non possiamo non analizzare". Anche se non è del tutto scartata, l'ipotesi del delitto passionale sembra aver perso peso. Si è scoperto che uno zio di Terese era stato ucciso dalla "Lupara Bianca" in Sicilia.

L'ARMA DEL DELITTO
Riflessione finale sull'arma del delitto: "Proprio perché di uso comunissimo è anch'essa anonima e non ha una storia: a questo punto, dovremmo probabilmente ribaltare il punto di vista e analizzare chi possa essere in grado, con uno strumento così poco efficace e impreciso, di essere quasi infallibile. Ecco tornare il quesito chiave: in quale grosso guaio si erano cacciati i due ragazzi per imbattersi in simili personaggi dagli interessi così contrapposti ai loro?".

L'OMICIDA, UNA PERSONA FUORI DAL CONTESTO
Quanto al killer, si tratterebbe, riflettono gli uomini dell'Arma locale e quelli giunti da Roma, di "qualcuno che poteva permettersi il lusso di stare nel parcheggio del Palazzetto senza correre il rischio che le decine di persone che frequentano la zona facesse caso a lui. Una persona fuori dal contesto, non riconducibile ad alcuna attività locale. Un volto anonimo per tutti, nascosto nell'abitacolo di un'auto come qualsiasi genitore o parente che attende il proprio figlio dopo l'allenamento".

 

Non è ancora stata fissata la data dei funerali dei due fidanzati ma le rispettive famiglie hanno deciso che riposeranno in località diverse.

Per quanto riguarda Teresa Costanza, è già stata depositata in Procura la richiesta di trasporto delle spoglie a Zelo Buon Persico (Lodi), la cittadina dove i genitori della giovane abitano da alcuni anni dopo aver lasciato San Donato Milanese (dove giunsero una ventina di anni fa, provenienti dalla Sicilia).

Trifone Ragone, invece, riposerà a Adelfia (Bari), dove risiedono ancora i suoi genitori. Secondo quanto si è appreso, ci sarebbe al momento, ma la notizia dovrà essere confermata, la volontà di celebrare le esequie con una cerimonia di suffragio unica, nella cappella dell'obitorio di Pordenone.

Al momento di ricordo parteciperanno anche gli amici della Pesistica Pordenonese e i commilitoni di Ragone della caserma "De Carli" di Cordenons.

Per la cerimonia si attende il nullaosta della Procura che potrebbe essere rilasciato nei primi giorni della prossima settimana.

PordenoneOggi

 


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