03 giugno 2020

Treviso

Emergenza Coronavirus, ecco cosa si può fare (e cosa no) con il nuovo coprifuoco

Il riepilogo delle norme introdotte dal decreto Conte

| Ingrid Feltrin Jefwa | commenti |

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Decreto Conte

TREVISO – Il decreto del Presidente del Consiglio volto a contrastare la diffusione del Coronavirus impone misure di sicurezza a livello nazionale nonché norme più restrittive (Articolo 1 del dpcm 8 marzo 2020) per le zone arancioni, vale a dire: l'intera Lombardia e le province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso, Venezia.

È vietato entrare e uscire dalle zone arancioni e spostarsi all'interno delle stesse aree, salvo per emergenze o "comprovate" esigenze lavorative, che dovranno essere autorizzate dal prefetto. Coloro che sono in quarantena hanno il divieto assoluto di mobilità. Scuole e Università restano chiusi fino a 3 aprile. Coprifuoco per bar e ristoranti aperti unicamente dalle 6 alle 18 purché il gestore sia in grado di rispettare la distanza di sicurezza interpersonale nei locali (1 metro). Molti locali si sono già attrezzati distanziando i tavolini.

Analogamente per tutte le attività commerciali è ammessa l’apertura ma anche in questo caso va garantita la distanza di un metro fra i clienti. Quanto ai centri commerciali dovranno essere chiusi nel week end. Chiuse anche tutte le palestre, le piscine, le spa ed i centri benessere. Quanto alle competizioni sportive all'aperto sarà possibile svolgere ma solo senza pubblico. Musei, centri culturali e le stazioni sciistiche devono rimanere chiusi, inoltre, sono sospesi anche i concorsi e gli esami per la patente di guida.

Tutte le cerimonie civili e religiose sono sospese, quindi niente matrimoni ne funerali. Non sarà possibile svolgere manifestazioni o eventi in luogo pubblico o privato di qualsiasi natura da qui la chiusura anche di cinema, teatri, pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali analoghi. Inoltre, ai datori di lavoro viene raccomandato di favorire la fruizione di periodo di congedo ordinario o di ferie.

 



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Ingrid Feltrin Jefwa

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