02 dicembre 2020

Valdobbiadene Pieve di Soligo

Fiato sospeso fino a gennaio per Pieve di Soligo

Fra 2 mesi il verdetto finale, per la candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2022

| Tiziana Benincà |

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| Tiziana Benincà |

Fiato sospeso fino a gennaio per Pieve di Soligo

PIEVE DI SOLIGO - 14 gennaio 2021: una data da segnare sul calendario, in cui ci sarà l’esame finale a Roma presso il Mibact. Due mesi di intenso lavoro per capire su cosa puntare e come presentarlo. Il sindaco Stefano Soldan si dichiara soddisfatto del risultato ottenuto e della collaborazione tra Commissione scientifica, aziende ed amministrazioni nell’apportare idee valide che hanno permesso di rientrare tra le prime dieci città finaliste a Capitale Italiana della Cultura 2022. “Un’emozione inattesa che premia l’impegno di molte persone che hanno lavorato in questo progetto, perché la nostra è una candidatura di idee che sono state ben accolte. Una candidatura di un territorio in cui Pieve si è fatto promotore” così commenta il Primo Cittadino.

 

“Molti hanno detto che rientrare nei dieci finalisti era un sogno quasi irrealizzabile” commenta Marina Montedoro, presidente dell’Associazione per il Patrimonio delle colline Unesco “Io invece penso non fosse un sogno, perché tutta l’area delle colline può competere a testa alta quando si parla di cultura a 360 gradi. Gli elementi su cui punta la candidatura sono gli stessi che hanno fatto dichiarare Patrimonio dell’Umanità il nostro territorio: cultura, ambiente, eredità sociale”.

 

“L’utopia del futuro costruisce il presente” esordisce con le parole della Premio Nobel della chimica Ilya Prigogine il vicesindaco Luisa Cigagna “Questa frase mi è venuta in mente appena ho saputo che eravamo tra le dieci finaliste. La cultura è un fattore di cambiamento e ci si può candidare se si è in grado di creare una strategia culturale partecipata e condivisa. L’impresa è ardua, ma siamo convinti che il nostro dossier abbia quegli elementi di originalità che ci hanno permesso di arrivare fino in fondo. Sarebbe importante cominciare adesso a discutere per costruire un futuro, grazie a sinergie tra pubblico e privato per arrivare a creare un Distretto culturale del territorio.”

 

“Candidarsi significa essere innovativi. Come fare se siamo di piccola dimensione? Ripensando al territorio e a quello che siamo in modo nuovo. Inclusione, collaborazione, cooperazione per superare i confini culturali. Prima del dossier è stato costruito un piano strategico della cultura che poi ha costituito l’ossatura del dossier e questo è stato il punto di forza. Abbiamo definito delle linee progettuali e la mappa della futura governance. Sono state raccolte molte idee che sono convogliate poi in questo documento che si basa su cinque progetti cardini” presenta così il progetto Federico Della Puppa della Fondazione Fabbri, coordinatore tecnico del dossier.

 

“Abbiamo avuto la fortuna di avere dei doni straordinari. Questo straordinario territorio ha bisogno solamente di autocoscienza” commenta così Marco Zabotti “Io per primo ho lanciato l’idea di questa sfida nazionale che potesse offrire un contributo nel segno della memoria di vite illustri. Nel dossier si legge una scommessa d’insieme.” “Il fatto di essere entrati nelle dieci città finaliste ci dà molta soddisfazione” così commenta Alberto Villanova a nome della Regione “una sfida di tutto un territorio, perché nessuno cresce da solo.” Ora non ci resta che aspettare il 18 gennaio per il verdetto finale.

 



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Tiziana Benincà

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