17 aprile 2021

Ambiente

Fondirigenti, Progetto Mates per manager 'sostenibili' del domani.

| AdnKronos |

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Fondirigenti, Progetto Mates per manager 'sostenibili' del domani.

Roma, 2 mar. (Adnkronos/Labitalia) - Analizzare strutture e modalità d’azione con le quali le imprese realizzano la transizione verso un modello di produzione sostenibile, e studiare con quali competenze i manager possono guidare tali politiche ambientali. Sono questi gli obiettivi di un progetto Mates-Manager per la transizione sostenibile, promosso da Fondirigenti e realizzato da Sfc-Sistemi Formativi Confindustria, in partenariato con Fondazione Ecosistemi ed Ecole. Il progetto, che fa parte delle iniziative strategiche di Fondirigenti, ha coinvolto 313 manager provenienti da più di 75 imprese e si è concretizzato in quattro distinte azioni.

“Su indicazione dei nostri soci promotori, Confindustria e Federmanager, abbiamo deciso di rafforzare il nostro impegno per rendere imprese e manager sempre più sostenibili”, ha sottolineato Carlo Poledrini, che di Fondirigenti è il presidente, ricordando che il Fondo ha investito dal 2017 ad oggi 55 milioni di euro su temi vitali per il futuro del Paese, e che ogni euro da questo destinato alle iniziative strategiche genera 10 euro di domanda di formazione green da parte delle imprese, come è risultato dal terzo 'Impact Report' di Fondirigenti, presentato nelle scorse settimane.

La digitalizzazione dei piani formativi consente di ridurre le emissioni di CO2 e libera risorse per ulteriori investimenti. Quanto al Progetto Mates, i suoi risultati, ha assicurato, “contribuiscono a rendere la transizione sostenibile sempre più alla portata dei nostri manager e delle nostre imprese”. Ed ecco, punto per punto, gli aspetti salienti del progetto, i cui risultati finali saranno pubblicati all’interno di un Rapporto di ricerca che verrà diffuso sia alle imprese sia agli attori della formazione manageriale, attraverso tutti gli strumenti a disposizione.

-Indagine sull’organizzazione della sostenibilità di impresa. E’ stata scattata la fotografia di come le imprese si organizzino oggi sulle politiche ambientali e di sostenibilità. In una prima fase, somministrando un questionario di indagine a un campione di circa 7.000 manager (in larga parte presenti nella banca dati di Fondirigenti). La stragrande maggioranza dei rispondenti (68%) era costituita da uomini, l’età media del campione dai 45 anni in su. Sette imprese su dieci erano dell’Italia del Nord e il 78% di medie o grandi dimensioni. Al tema della sostenibilità, la maggioranza relativa dei rispondenti (48%) attribuisce un’importanza media. Fra i manager, i più attenti al tema (67%) sono quelli delle Risorse umane. Ma a spingere verso le politiche di sostenibilità si sono dichiarati soprattutto i top manager e le aziende clienti, attente queste soprattutto alla filiera del packaging.

Anche se analizzando le risposte del campione generale, meno del 40% ritiene che queste tematiche siano per il top management una priorità. I driver più rilevanti che spingono le aziende a operare verso la sostenibilità sono esterni, ovvero l’immagine aziendale e la reputazione. Ma la crisi pandemica accelererà la transizione ecologica dell’economia? Le risposte non sono entusiastiche: solo il 17% ne è sicuro, mentre il 51% attribuisce al Covid 19 un’importanza media. In questo caso, però, ben diversa è la risposta delle donne, che peraltro costituiscono una minoranza del campione (32%): la totalità di loro considera totalmente probabile una transizione accelerata.

Gli ambiti di intervento in cui le imprese di appartenenza si concentreranno per migliorare la loro prestazione ambientali sono la gestione dei rifiuti e l’ottimizzazione dell’energia. Successivamente si è proceduto alla realizzazione di 4 focus group, con il duplice obiettivo di stimolare un confronto con il management rispetto ai fabbisogni percepiti in termini di competenze manageriali per la sostenibilità e di identificare alcune ipotesi di modelli formativi coerenti con tali fabbisogni.

-Indagine sui percorsi di formazione manageriale per la sostenibilità. Scopo dell’indagine è di verificare in che modo e con quali temi gli attori della formazione manageriale approfondiscono e integrano le competenze manageriali per la sostenibilità nei percorsi formativi. L’azione si è avviata con la ricognizione dei corsi offerti da Università ed enti di formazione sul tema della sostenibilità e, anche sulla base dei risultati ottenuti, si è realizzata in seguito un’indagine diretta sugli enti di formazione non universitari per approfondire i campi, i temi e le modalità con le quali si dovranno integrare le competenze manageriali per la sostenibilità nella formazione manageriale.

-Progettazione e implementazione di sistemi di assessment dei fabbisogni. E’ stato costruito e potenziato uno strumento di 'autoanalisi e valutazione' rivolto ai manager di impresa, con il quale individuare i fabbisogni formativi per le figure manageriali interessate alla transizione verso la sostenibilità del ciclo di vita del prodotto/processo aziendale. Ne è scaturito un prodotto composto di 6 questionari, dedicati a 6 specifiche figure manageriali, che possono in questo modo usufruire di un protocollo di autovalutazione della propria preparazione rispetto alla sfida della sostenibilità di impresa. Il manager che compila il questionario riceve infatti una valutazione finale che lo indirizzerà a pianificare una formazione generale e/o specifica sui temi della sostenibilità , rispetto al proprio specifico ambito di competenza.

-Individuazione di modelli formativi per le competenze manageriali per la sostenibilità. Muovendo dai risultati delle precedenti indagini e dei quattro focus group con le imprese, sono stati infine elaborati i modelli formativi per sviluppare o aggiornare le competenze manageriali per la sostenibilità, articolati sulla base del target di riferimento e della tipologia di formazione prevista. In ciascuno di essi vengono infatti delineati gli obiettivi formativi, lo specifico target professionale, il taglio generale o specialistico, la durata auspicabile e le metodologie didattiche preferibili, una macro-articolazione dei contenuti e le competenze attese in uscita. Complessivamente, sono stati costruiti 11 modelli formativi, a cui enti e società di formazione potranno attingere per sviluppare percorsi formativi ad hoc con i quali integrare la propria offerta, rispondendo così ad un fabbisogno di formazione crescente nell’intero sistema manageriale e delle imprese.

 



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