10 aprile 2020

Vittorio Veneto

FURTI SACRILEGHI: 8 DENUNCIATI

Un dipendente della diocesi rubava dall'Archivio Capitolare

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Vittorio Veneto – Otto persone denunciate a piede libero per furto, ricettazione e “incauto acquisto”: questo l’esito di un’attività di polizia giudiziara condotta dalla Guardia di Finanza che ha consentito il recupero di numerosi documenti trafugati dall’Archivio Capitolare di Ceneda e da diverse parrocchie di tutta la diocesi di Vittorio Veneto. 

Il materiale rubato è stato recuperato non solo nel Trevigiano ma anche nelle province di Padova, Pordenone e Gorizia.

La posizione più grave è quella di un uomo di 60 anni residente a Conegliano, ex dipendente della Diocesi di Vittorio Veneto, denunciato per furto aggravato. E' stato lui nel corso degli anni a rubare materiale dall'archivio diocesano di Ceneda, approfittando della possibilità di muoversi senza destare sospetto all'interno degli edifici vescovili. In casa conservava ancora parte di quanto rubato.

Denunciati invece per ricettazione quattro antiquari di Colle Umberto, Gorizia, Pordenone e Caneva (nel pordenonese). Rischiano molto meno invece le tre persone denunciate per acquisto di "cose di sospetta provenienza": si tratta di privati cittadini residenti a Paderno, Pordenone e Tombolo (in provincia di Padova) che avevano comprato dai ricettatori alcuni degli oggetti rubati, non sapendo che provenivano appunto da furti.

“E’ un momento particolarmente positivo – commenta con soddisfazione il vescovo Corrado Pizziolo – oggi gli archivi della Diocesi e di molte parrocchie si vedono restituiti documenti ecclesiastici di grande valore”.

Ed è un bel malloppo quello che oggi è stato restituito alla Diocesi: 448 tra manoscritti, pergamene e testi antichi, per un valore stimato che supera i 100mila euro. Si tratta in particolare di testamenti, compravendite di proprietà fondiarie, atti notarili, documenti per l’individuazione di proprietà di terreni, locazioni di abitazioni e fabbricati, corrispondenza riguardante i rapporti tra il Vaticano e la Diocesi vittoriese e anche testimonianze di vita quotidiana risalenti al XIV e XV secolo.

Il pezzo più pregiato della refurtiva è un volume del XVI secolo (nella foto sotto), sottratto al Duomo di Oderzo. Si tratta di un registro catastico nel quale venivano indicati tutti i beni e terreni spettanti alla Chiesa opitergina. Un testo che stava per essere venduto alla Fiera del libro di Milano, per 15mila euro. Le Fiamme Gialle sono riuscite a recuperarlo in casa di un antiquario di Gorizia poche ore prima che venisse rivenduto di nuovo.

Facevano parte del "bottino" ora restituito ai legittimi proprietari anche 43 pergamene risalenti al XIII secolo, disponibili sul mercato al prezzo di 600 euro l’una. La più antica delle pergamene rubate e ora recuperate risale al 1261.

Un’operazione veloce, quella condotta dalla Fiamme gialle trevigiane, che nel giro di 4 mesi ha messo spalle al muro diversi antiquari che rivendevano documenti antichi di natura ecclesiastica, di rilevante interesse storico e culturale. L’indagine è partita dopo che la stessa Diocesi aveva segnalato alla Procura alcune “lacune” nei suoi archivi e la presenza in commercio di documenti di sicura provenienza ecclesiastica.

Il procuratore Fojadelli ha subito affidato l'indagine alla Guardia di Finanza e la Compagnia delle Fiamme Gialle di Conegliano, guidata dal comandante Flavio Vanzella, ha battuto a tappeto mercatini e negozi di antiquariato. Una volta imboccata la pista giusta, gli uomini di Vanzella hanno perquisito cinque case tra Veneto e Friuli, abitazioni di collezionisti di opere e documenti antichi, nonché di venditori in mercatini di antiquariato.

La caccia agli oggetti rubati è stata condotta anche su internet: è attraverso il sito maremagnum.com, infatti, che i finanzieri sono riusciti a scoprire che il catastico sparito dal Duomo di Oderzo era in vendita e sono riusciti a rintracciare chi lo conservava.

 

Nella foto in alto: il procuratore Antonio Fojadelli, il vescovo Corrado Pizziolo e il comandante provinciale della Guardia di Finanza Colonnello Claudio Pascucci - Sopra: la dottoressa Francesca Girardi dell'Archivio Capitolare mostra il volume del XVI secolo rubato a Oderzo

 

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