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20 maggio 2024

Treviso

GOBBO: SECESSIONE SE AL NORD AUMENTANO LE TASSE

Il sindaco di Treviso promuove la disobbedienza fiscale

| Stefania De Bastiani |

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| Stefania De Bastiani |

GOBBO: SECESSIONE SE AL NORD AUMENTANO LE TASSE

TREVISO - “Se Monti dovesse scatenare contro il Nord una ‘guerra civile delle tasse’, risponderemo con una civile disobbedienza fiscale”.

Lo ha annunciato oggi il sindaco di Treviso, Gian Paolo Gobbo intervenuto a KlausCondicio, il programma di approfondimento politico in onda su Youtube. Gobbo non ne vuole sapere dell’eventualità di un aumento delle tasse. Secondo il sindaco leghista, Monti è “tenuto per le palle dalla Merkel e dall’Europa” e la scelta di puntare su di lui come premier è sbagliata in partenza.

"Se Monti aumenterà la pressione fiscale al Nord, è evidente che non ce n'é più per nessuno, perché anche il Nord è in posizione sfavorevole e non ha più quella possibilità. Si pensi all'Inps che, mentre al Nord il bilancio viene pareggiato, al Sud nemmeno il 30% viene portato per pagare quelle che sono le previdenze dello Stato. E'evidente che c'é un problema enorme. Se si dovesse scatenare questa guerra civile, risponderemo con una pacifica disobbedienza fiscale. Sarà poi il nostro segretario generale a valutare questa ipotesi di risposta".

Dopo aver ricordato che sono "150 anni che i soldi si prendono là dove sono, cioé al Nord", Gobbo ha sottolineato – si legge in una nota del programma - anche che l'articolo 1 dello statuto del Carroccio "prevede l'indipendenza della Padania e questa super regione economica e finanziaria è ormai consolidata e stabilizzata". L’obbiettivo su cui pone l’attenzione il sindaco è la secessione. E, per arrivare a questa, è disposto a tutto.

Alla domanda fattagli da Klaus Davi “Se un giorno Di Pietro e Vendola dicessero sì al federalismo, sposando di fatto le istanze della Lega, ci sarebbe un veto da parte del partito a una eventuale alleanza?”. “Sì al patto col diavolo pur di raggiungere i nostri obiettivi. Noi guardiamo agli obiettivi e, se necessario, ci alleiamo anche con il diavolo pur di raggiungerli; altre cose passano in secondo piano”. Il fine giustifica i mezzi. E che il mezzo sia Berlusconi o Di Pietro non fa differenza.

 


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